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I miei cactus

23-09-2006


Voglio dedicare un post alla mia collezione di cactus.
Sono piante che trovo affascinanti, di una bellezza selvaggia, che mi evocano scenari di deserti infuocati, di caos rocciosi che accolgono, inospitali, questi miracoli della natura.

Devo essere sincero, guardando le mie piante allineate nei loro vasetti, ordinate, con la loro targhetta, mi sento un po' colpevole. E' come tenere in gabbia delle fiere. Ben altra sistemazione meriterebbero questi capolavori della natura. Non potendo far meglio, però, cerco di farmi perdonare accudendole nel modo più naturale possibile, senza eccessive cure, ma rispettando i loro bisogni essenziali, attento ai segnali di eventuali sofferenze.

E viene un giorno in cui, esuberanti, ti ringraziano con fioriture meravigliose, quasi commoventi.





La mia collezione 2
               
               La collezione






Echinopsis Subdenudata

                Echinopsis subdenudata






Rebutia Heliosa var. Condorensis
          
Rebutia Heliosa var. Condorensis





Notocactus Uebelmannianus
                   
                          
        Notocactus Uebelmannianus


Mi spiace, non posso, in questo spazio, mostrarvi tutte le fotografie che lo meriterebbero. Però, al momento opportuno, non mancherò di documentare le fioriture più spettacolari. Per tutti coloro che amano questi - e mi ripeto - miracoli della natura.




 (foto di Alfio Cioffi)



I campioni

04-10-2006

Sempre parlando di cactus, vi voglio presentare i campioni della mia collezione: un Echinocactus Grusonii (40 cm. di diametro), un Echinocactus Ingens (diametro 35 cm.) e una Mammillaria Eriacantha (35 cm. di altezza).                         

Il Grusonii mi è stato regalato nel 2001, era una pianta presumibilmente di una decina d'anni, coltivata in piena terra in Sicilia. Il cambiamento di clima si è manifestato soprattutto nelle spine, che sono cresciute più deboli e pallide. Ora però pare ambientato, e mi aspetto che fiorisca, Vedremo la prossima estate.

L'Ingens e la Mammillaria provengono invece dalla mamma di una mia cara amica, la signora Maria che, stanca di essere ferita dalle spine spettacolari ma feroci dell'Ingens, voleva liberarsene e minacciava di far fare una brutta fine ad entrambe le piante. Così ho fatto il bel gesto, smaccatamente interessato, e mi sono accollato l'onere di sistemarle ed accudirle!! Anch'io però ho dovuto affrontare lo stesso problema, ho provato sul balcone, ma dopo alcuni profondi graffi subiti da me e da Mara, ho capito che dovevo escogitare qualcosa. E così le ho sistemate fuori, all'esterno del balcone, dove ho allestito una specie di giardino pensile, con tanto di rete antigrandine retrattile. Dopo un periodo di esposizione progressiva al sole, durata quasi due mesi (eh sì, perchè anche i cactus si scottano, e penso non gradiscano le creme solari) si sono ambientate perfettamente, l'Ingens e la Mammillaria sono fiorite, e il Grusonii ha manifestato il suo gradimento con una nuova vegetazione caratterizzata da spine nuovamente forti e d'un bel giallo oro.
Successo!! 




 Echinocactus Grusonii

                Echinocactus Grusonii nel giardino pensile



Mammillaria Eriacantha

                  Mammillaria Eriacantha




Echinocactus Ingens

Echinocactus Ingens





Echinocactus Ingens

 Echinocactus Ingens fiorito



Mammillaria Eriacantha
     
              Mammillaria Eriacantha


(foto di Alfio Cioffi)

La serra per i cactus

03-11-2008


Quest'anno mi sono stufato di trasferire - ai primi freddi - la mia collezione di piante grasse in parte nella veranda e in parte sopra i pensili della cucina. Oltre al fatto che era un lavoro molto noioso, spostare le piante, spostare gli scaffali, risistemare le piante, non era molto gradito a mia moglie, e sapevo che non era neppure una sistemazione ideale per le mie povere piante, che avrebbero trascorso l'inverno in ambienti inadatti a garantire le giuste temperature e il grado di umidità richiesto. Infatti, se la veranda non riscaldata come temperatura poteva essere soddisfacente, aveva il difetto di una eccessiva umidità causata dalla condensa. La cucina poi era un disastro, calda e umida, e infatti ogni anno, a primavera, quando ritrasferivo le piante all'aperto, dovevo constatare la moría di parecchi esemplari, dovuta a muffe e marciumi vari. Così quest'anno mi sono deciso: avrei lasciato le piante dov'erano, e le avrei protette con una serra che avrei montato loro intorno. In un primo momento avevo sperato di trovare in commercio qualche serra che facesse al caso mio, ma ben presto mi sono convinto che avrei dovuto costruirmela. Avevo troppe esigenze: le misure adeguate al mio balcone, la possibilità di montarla e smontarla lavorando dall'interno della serra, le pareti di policarbonato alveolare che garantissero un  sufficiente isolamento. Così mi sono disegnato il progetto, sono partito alla ricerca del materiale e, dopo parecchi giorni di lavoro, ecco il risultato.



Serra per i cactus


No, la casa no, quella non l'ho fatta io! Solo la serra, che si intravvede sul balcone, è frutto del mio lavoro. E all'interno, le mie piante grasse, che dormiranno, protette,  per tutto l'inverno.


Interno della serra


Per il riscaldamento mi sono procurato un termostato, a cui ho collegato una di quelle serpentine elettriche che servono a mantenere caldi, nei bagni, gli asciugamani. Consuma poco, solo 95 Watt, e penso sia sufficiente a mantenere la temperatura sui 6-7°. Vedremo.

Spero proprio che i miei cactus mi siano riconoscenti!!




domenica, 07 dicembre 2008




Nelle due ultime settimane la mia serra ha dovuto sostenere il primo severo test: pioggia, neve e temperature sotto zero.
Per quanto riguarda la tenuta all'acqua, in alcuni punti del tetto e intorno ai pannelli di policarbonato, ho notato qualche infiltrazione. Quando smonterò la serra, in primavera, provvederò con guarnizioni di gomma e, dove possibile, con iniezioni di silicone, per impermeabilizzare il tutto.
L'isolamento invece è soddisfacente; il policarbonato svolge la sua funzione egregiamente, e mantiene una temperature interna, senza l'ausilio del riscaldamento, di 5-6° più alta di quella esterna, e questo è importante,  ai fini dell'economia dell'energia elettrica. Non ho notato neppure fenomeni di condensa sulle pareti interne, e questo è un altro punto a favore molto importante.
Il riscaldamento che avevo pensato invece non si è rivelato all'altezza. La serpentina elettrica faceva quel che poteva, e quando la temperatura notturna esterna scendeva sotto lo zero, non ce la faceva a mantenere i 6-7° previsti. Sono così corso ai ripari e ho sistemato un piccolo termoventilatore che in pochi minuti riesce a riportare la temperatura a livelli accettabili. Spero che i 950/1900 Watt che consuma, non mi facciano lievitare troppo la bolletta della luce.
Infine, la mia mania di perfezione mi ha indotto a sistemare anche un piccolo deumidificatore, che avvio manualmente, ma per ora vedo che il problema dell'eccessiva umidità non si presenta, forse per via del policarbonato alveolare, che isola molto bene e si oppone al fenomeno della condensa.
Nel complesso sono molto soddisfatto. Ho risolto il problema del freddo. Non quello del caldo, per cui devo fare molta attenzione a quando i raggi del sole colpiscono la serra. La temperatura interna sale a valori altissimi, 30-40° e anche più, per cui devo aprire tempestivamente le prese d'aria, e a volte anche le porte, per evitare che le mie piante vadano lesse! E questo è un problema grave. Bisognerebbe studiare un automatismo per l'apertura dei lucernari, ma questo è complicato!

Spero che mia moglie non legga queste ultime righe, probabilmente perderebbe la pazienza. Nonostante ne abbia tanta!



Serra 3


 (foto di Alfio Cioffi)

Lieto evento

11-09-2008


Questa mattina si è schiuso!
Parlo del fiore della Stapelia Variegata, una delle ultime piante che è andata ad arricchire la mia collezione di piante grasse. Avevo notato, nei giorni scorsi, che la pianta aveva prodotto un bocciolo, enorme rispetto alle dimensioni della pianta, che è alta pochi centimetri. Ed ero curioso.
E finalmente, questa mattina, il lieto evento!


Stapelia Variegata


Non è bello?
La Stapelia Variegata (o Orbea Variegata) è una pianta succulenta prostrata, della famiglia delle Asclepiadacee, originaria del Sudafrica, che ramifica facilmente. Presenta steli quadrangolari dall'epidermide verde chiaro che, esposta al sole, assume una colorazione rossastra. Bellissimi fiori a 5 lobi triangolari con anello centrale, gialli con piccole macchie bruno-rossastre. I fiori presentano una caratteristica particolare: emanano un forte puzza di carne putrefatta, che attira gli insetti necrofili, che vanno a deporre le loro uova nelle loro corolle favorendo così la fecondazione dei fiori.

Non sempre la bellezza è profumata!
 




(foto di Alfio Cioffi)



La serra in primavera

20-04-2009


E' venuto il momento che attendevo. La resa dei conti della mia nuova serra.

L'inverno è passato, le temperature sono ormai ideali per la ripresa vegetativa delle mie piante grasse. Alcune sono già addirittura fiorite.



La serra smontata


La serra non serve più, L'ho smontata e l'ho trasferita in garage, in attesa di fare quegli interventi che l'esperienza di questo primo inverno mi ha suggerito.

Si tratta solo di migliorare l'impemeabilizzazione, con guarnizioni di gomma, quelle che vengono usate per evitare gli spifferi dalle finestre. E poi voglio modificare il sistema di apertura delle prese d'aria, utilizzando quei dispositivi termici che, all'aumentare della temperatura, aprono automaticamente gli sportelli. In Italia li ho trovati solo in un sito Internet, mentre in Germania sono di uso comune, e costano molto meno. Me li ha fatti scoprire un mio amico di Zurigo, che li ha utilizzati per la sua serra.

Devo provvedere poi a sigillare le lastre di policarbonato, lungo il bordo superiore, dove si aprono le celle, con il prescritto nastro adesivo di alluminio (lo scotch che avevo usato non va bene, si stacca, e non sigilla). Nel bordo inferiore, invece, ci vorrebbe un nastro microperforato, che permetta l'areazione delle celle e impedisca che gli insetti entrino (cosa che mi è regolarmente successa). Pare però che questo nastro sia introvabile. Ho anche cercato su Internet, ma fin'ora non l'ho trovato. Se qualcuno potesse darmi delle indicazioni, lo ringrazio sin d'ora.

In tema di bilancio, devo anche dire che il sistema di riscaldamento che avevo adottato, un piccolo termoventilatore collegato ad un termostato, è risultato troppo dispendioso. La bolletta lo ha dimostrato, come temevo!! Ho ripiegato allora sul sistema che avevo pensato originariamente: una serpentina elettrica (di quelle che servono a riscaldare gli asciugamani nei bagni). Consuma poco, solo 95 Watt e, anche se non garantisce una temperatura costantemente superiore ai 5°, impedisce che questa scenda a livelli troppo bassi per molte ore. Le piante grasse sono in grado di sopportare temperature inferiori allo zero, a patto che queste non durino a lungo. E il fatto che nessuna delle mie piante sia morta o abbia sofferto lo dimostra. Anzi, è la prima volta che le trovo in primavera in perfetta salute!

Ma prima di questi lavori, devo provvedere alle operazioni di rinvaso. E mi pare che ce ne siano molte ad averne bisogno!!

Un'altra cosa. Ho visto che la mia Stapelia Variegata ha prodotto dei bacelli, lunghi circa 7-8 cm., differenti nella forma e nelle dimensioni dai boccioli dei fiori, che sono più larghi e bassi.

Sono incuriosito. Cosa saranno? Frutti? Strano però che non nascano dai fiori.

C'è qualcuno che sa darmi una spiegazione?

Ecco le foto:



Stapelia variegata



Stapelia variegata


Aggiornamento al 19-10-2009


Il mio amico di Zurigo mi ha regalato le molle termiche che aprono gli sportelli di areazione della serra. Le ho già montate e funzionano egregiamente. Quando il sole batte sulla serra queste aprono automaticamente le prese d'aria e, non appena la temperatura scende, provvedono a richiuderle. Sono utilissime, direi quasi indispensabili. Così non c'è più il rischio di dimenticarsi di areare la serra.

Grazie, Walter!!




P1060917



P1060922


Cactus fioriti

18-05-2009


Ecco le prime fioriture di questa primavera. Non sono eccezionali, ma sono le prime......


Rebutia nivea
                      Rebutia nivea


         
Mammillaria zeilmanniana
Mammillaria zeilmanniana



Gymnocalycium capillaense
                      Gymnocalycium capillaense



Astrophytum asterias var. Super Kabuto 

Astrophytum asterias var. Super Kabuto


  Rispetto agli anni precedenti, noto che le fioriture sono piuttosto precoci. Mi resta da vedere se saranno abbondanti come  al solito. E questo penso sia importante per verificare se le piante sono entrate, questo inverno, nel naturale riposo vegetativo, che mi risulta essere la condizione necessaria per una abbondante fioritura.

E' il primo anno che le mie piante svernano in serra. Ho quindi qualche dubbio, dovuto al fatto che quest'inverno, nella serra, molte volte la temperatura di giorno è salita a livelli estivi. Chissà se ciò avrà indotto le piante ad una innaturale, precoce ripresa vegetativa?

Vedremo nelle prossime settimane. Intanto devo provvedere ai rinvasi, sono già in ritardo, e molte piante dimostrano di averne bisogno.



(foto di Alfio Cioffi)

Cactus di montagna

28-05-2009


Sì, evidentemente i miei cactus hanno svernato bene nella loro serra!
Questa Lobivia, che l'anno scorso non era fiorita, ora ha fatto questi tre splendidi fiori, che mi danno la conferma che aspettavo. L'ambiente freddo e secco della serra ha fatto sì che i cactus entrassero nel loro naturale riposo vegetativo.
La Lobivia famatimensis, piccolo cactus di montagna, in inverno ama il freddo, che favorisce un'abbondante fioritura estiva. Sopporta senza danni anche temperature abbondantemente sotto lo zero, a patto che l'ambiente e il terreno siano assolutamente secchi.
E questi tre fiori quindi mi confermano che la serra fredda, d'inverno, è la soluzione giusta.


Lobivia famatimensis v. haematantha
Lobivia famatimensis var. haematantha


(foto di Alfio Cioffi)

Fiori di cactus: il più grande, il più piccolo

26-05-2009


Ieri nella mia collezione di cactus c'è stato un avvenimento speciale: sono sbocciati contemporaneamente il fiore più grande e quello più piccolo.
La Frailea angelesii, piccolo cactus dalle dimesioni veramente lillipuziane (2 cm. di diametro e di altezza), inaspettatamente è fiorito, d'un fiore piccolo ma prepotente, con il suo giallo brillante.

Frailea angelesii


A fianco l'Echinopsis subdenudata si è esibita anch'essa col suo fiore candido, grande, svettante sul lungo tubo. Esuberante, ma effimero. Soltanto un giorno è concesso a questo fiore per esprimere la sua bellezza!   



Echinopsis subdenudata

Echinopsis subdenudata


(foto di Alfio Cioffi)

Echinocereus rigidissimus

10-06-2009


Le fioriture continuano: anche questo bellissimo cactus, nella mia collezione solo dall'autunno scorso, ha dimostrato il suo gradimento per l'ambiente con questo  bellissimo fiore.
L'Echinocereus rigidissimus è una pianta globoso-cilindrica, alta fino a 30 cm., spessa 4-9 cm., di rado pollonante, con 16-23 coste diritte, con areole ovali. Ha 15-23 spine radiali biancastre con sfumature rosse e brune, lunghe 6-10 mm. e disposte a pettine. Fiori diurni, da rosa brillante a magenta, lunghi 6-7 cm., all'inizio dell'estate. Temperatura minima 10°. Originaria dell'Arizona e del Messico.




Echinocereus rigidissimus


Echinocereus rigidissimus fiorito
                 Echinocereus rigidissimus


(foto di Alfio Cioffi)

Le fioriture del mese

31-07-2009


Il mese di luglio è il mese in cui le piante grasse a fioritura estiva trovano le condizioni migliori per fiorire, se solo si ha l'avvertenza di aumentare un poco la frequenza delle innaffiature. Per le mie piante, che tengo in vasetti di terracotta, il caldo intenso di questo periodo comporta una disidratazione accelerata. Quindi ogni 3, 4 giorni è bene provvedere ad innaffiarle. Oltre tutto, in fase di fioritura, le piante grasse  hanna un maggior bisogno  acqua, con l'aggiunta saltuaria di qualche fertilizzante specifico.
In definitiva, maggiori cure, ripagate però da fioriture meravigliose.  Eccone una selezione.



Crassula falcata
Crassula falcata
  


Astrophitum asterias super kabuto
Astrophitum asterias var. super kabuto



Gymnocalycium quehlianum
Gymnocalycium quehlianum



Echinopsis subdenudata
Echinopsis subdenudata



Gymnocalycium bruchii
                      Gymnocalycium bruchii



Mammillaria polythele toluca
Mammillaria polythele toluca



Tephrocactus Platyacantus deflexispinus
                      Tephrocactus platyacantus deflexispinus


Una cosa voglio aggiungere. Il dubbio che avevo a proposito dei bacelli che aveva prodotto la mia stapelia variegata si è sciolto: erano dei frutti, che ora, seccandosi, si sono aperti , liberando un gran numero di semi (deiscenti), ciascuno con un ciuffo di peli. Sono riuscito ad evitare che il vento me li portasse via, ed ora provvederò a interrarli per vedere che cosa succede.
E, infine, l'ultimo nato:


Euphorbia canariensis
                       Euphorbia canariensis


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(foto di Alfio Cioffi)