Dalla webcam posta dalla Savannah Bird Cam @ The Landings (vedi http://landingsbirdcam.com/) su un nido di gufi ho ricavato questo video che mostra un simpatico gufetto che fa toeletta. Con la musica adeguata sembra un balletto.
(n.b.: per vedere il video cliccare su Guarda su YouTube)
Da una webcam posta dalla Savannah Bird Cam @ The Landings (vedi http://landingsbirdcam.com/) su un nido di gufi ho ricavato questo video che mostra la reazione della mamma gufo e dei due pulcini nei confronti di una cornacchia che si avvicina troppo al nido. Simpatici i due gufetti che con il loro atteggiamento aggressivo tentano di intimorire l'intrusa. (n.b.: per vedere il video cliccare su Guarda su YouTube)
11-03-2015 Un brindisi all'inizio, uno spuntino (con micio) alla fine, e in mezzo la discesa della pista di rientro in Valtournenche, con neve primaverile. Per me, la discesa più divertente della giornata.
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07-03-2015 Grazie alla webcam posizionata dalla Pennsylvania Game Commission su un nido di aquile calve a Hanover (Pennsylvania), ho potuto documentare l'eccezionale nevicata che ha ricoperto il nido e la mamma aquila, impegnata nella cova. A fine giornata la nevicata è cessata, e tutto si è risolto bene. Vedi: http://www.portal.state.pa.us/portal/server.pt?open=514&objID=1592549&mode=2
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27-02-2015 In questo mio video potete vedere come sono simpatici Nick e Noel, i due pulli di Romeo e Juliet, la coppia di aquile marine testabianca che occupano un nido in Florida. La famiglia è costantemente monitorata, giorno e notte, da tre webcam, a cura della American Eagle Foundation. Per chi ama la natura, è uno spettacolo da non perdere. Vedi:http://www.eagles.org/Cams/FloridaNest.html (n.b.: per vedere il video cliccare su Guarda su YouTube)
15-12-2014 Ho fatto questo filmato, la cui visione non è certo piacevole, per documentare i fenomeni del cainismo e dell'adelfofagia, per cui i primogeniti di alcuni rapaci, tra cui appunto l'aquila pomarina, praticano l'uccisione, e a volte il cannibalismo, sui pulcini più deboli, per garantire la sopravvivenza del più forte, meglio nutrito dai genitori. Le leggi della natura a volte sono crudeli, e vanno contro la nostra sensibilità. (n.b.: per vedere il video cliccare su Guarda su YouTube)
10-01-2014 Ho catturato questo filmato, con una definizione incredibile, tramite una webcam sistemata dall'American Eagle Foundation su un nido di aquile di mare testabianca in Florida. E' una delle aquile più grandi, il suo corpo può raggiungere il metro di lunghezza e l'apertura alare di tre metri. E' un magnifico rapace, che potete ammirare direttamente sul sito: http://www.americaneaglefoundation.com/programs/ne-florida-nest-cam-ptz.php
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20-06-2014 Registrando da una delle webcam del sito http://www.eenet.ee/EENet/kaamerad (lo raccomando a tutti gli amanti della natura), ho fatto questo video che mostra alcuni momenti della vita di due aquile di mare dalla coda bianca (Linda e Sulev) e del loro pulcinone (chiamarlo pulcino è riduttivo!), nel loro nido nella foresta di Saunja, in Estonia. Questi rapaci sono animali stupendi, ed è raro poterli ammirare così da vicino.
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06-08-2013 Grazie alla webcam posizionata da EENet (http://www.eenet.ee/EENet/kaamerad) su un nido di falchi pescatori, in Estonia, ho catturato alcuni interessanti filmati che mi hanno permesso di montare questo video, che mostra i primi tentativi di volo di una coppia di pulli i quali, sfruttando il forte vento, volano restando fermi sul nido, come se si trovassero appunto in una galleria del vento. La nidiata era di tre pulcini, purtroppo il terzo non è sopravvissuto, e il suo cadaverino è ancora nel nido. Unica nota stonata in un video che pare un inno alla vita.
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Dopo alcune uscite su strada per riprendere un minimo di allenamento con la mia mountain bike, sono andato a fare il sentiero del Colino, a Valmanera, vicino ad Asti. E' un itinerario che mi piace moltissimo, che si snoda per la massima parte tra i boschi. La vegetazione rigogliosa, il terreno mutevole, rende questo percorso estremamente vario. Ogni volta che lo percorri ti appare diverso. Ad esempio, questa volta, le abbondanti piogge della settimana scorsa avevano scavato insidiosi calanchi lungo le discese, per cui bisognava prestare molta attenzione per evitare rovinose cadute. Anche la vegetazione, a volte, può diventare un ostacolo: con l'avanzare della stagione alcuni stretti passaggi saranno completamente invasi, complicando ulteriormente la situazione. Resta comunque un itinerario bellissimo: quando, dopo numerosi saliscendi, alla fine dell'ultima salita, raggiungi il culmine, il paesaggio si apre, e il tuo sguardo spazia intorno sulle colline dell'astigiano, dimentichi la fatica, e godi del silenzio e dei suoni della natura, intorno. Una meraviglia!
Riguardo al film, ho poi avuto la fortuna di scoprire le musiche di Nixdorux, che mi piacciono moltissimo. Le ho usate come colonna sonora, e penso siano un valore aggiunto determinante, data anche la lunghezza del filmato. Da ascoltare!
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E per concludere questa trilogia dedicata a Crissolo, troviamo sulle sue bellissime piste sole, neve, simpatia, sci, ski bike e...... adrenalina. E, intorno, uno spettacolo meraviglioso sotto Sua Maestà il Monviso.
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Dopo la "rentrée" documentata nel precedente post, siamo ritornati la settimana dopo a Crissolo dove, essendoci stata nei giorni precedenti un'abbondante nevicata, eravamo certi di ritrovare le piste in condizioni perfette. E così fu, infatti. Ma il mio malcelato desiderio era di fare qualche bella discesa in neve fresca. Ho così convinto i miei amici a fare l'intermedia, che non era ancora stata battuta. Poichè però era trascorso troppo tempo dal termine della nevicata, molti ci avevano preceduto, ed è quindi mancato il piacere di sciare su di un manto vergine. C'erano molte tracce di precedenti passaggi, ma comunque è stata una bellissima discesa. Per me. Un po' meno per gli altri, che non si trovavano a proprio agio in fresca. Ma tutti comunque hanno avuto la soddisfazione di superare i propri limiti, e di raggiungere indenni la stazione intermedia della seggiovia, anche con l'aiuto psicologico di un maestro che abbiamo incontrato nel corso della discesa. Che piacere scoprire poi che anche lui era a Crissolo, quando noi stavamo imparando su quelle piste, che anche lui era nel gruppo dei maestri, con Cesco Deflorian, quando per mancanza di neve i corsi erano stati spostati a Beulard! E' stato bello rievocare quei tempi!
Ed ecco ora la documentazione filmata, con la mia inseparabile GoPro Hero, di questa discesa.
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Dedico questo filmato, che ho fatto con la mia GoPro Hero applicata al casco, a Crissolo, dove cinquant'anni fa ho imparato a sciare con l'indimenticabile maestro Cesco De Florian. Ci sono tornato dopo tanto tempo e ho visto che l'amore che ho per questa località è tuttora giustificato, al di là delle ragioni sentimentali. E' una piccola stazione, ma ha belle piste, ben curate, poco affollate, con neve sempre farinosa e con lo spettacolo del sovrastante Monviso. E poi, se ti lasci prendere dalla nostalgia e vuoi ritrovare le piste di un tempo, che oggi la massa degli sciatori, abituata alle levigate e larghissime piste odierne, non fa più, puoi scendere, quando l'innevamento te lo consente, oltre l'intermedia, giù, nel bosco, ritrovando l'emozione di individuare il passaggio migliore tra gli alberi e le rocce, fino a raggiungere il paese di Crissolo. Una discesa entusiasmante per chi, come me, è rimasto legato al ricordo dei tracciati di un tempo.
Ritornerò qui, e mi auguro che questo sia l'anno di rilancio di questo piccolo centro.
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Martedì scorso, come al solito, con il pullman della Polisportiva, ci siamo recati a sciare a Pila, approfittando dell'ottima condizione delle piste di questa località, in questo inverno così avaro di neve. I comprensori sciistici della Val d'Aosta sono quelli che presentano attualmente le condizioni migliori, grazie alle nevicate - seppur non abbondanti - delle settimane passate. Anche l'abbassamento delle temperature ha permesso l'innevamento artificiale che, in altre località, con temperature superiori allo zero, non è stato possibile. Così, favoriti anche da una giornata splendida, abbiamo sciato fino al tardo pomeriggio, divertendoci alla grande. Purtroppo però la malasorte ci ha messo lo zampino, e nel corso di quella che avrebbe dovuto essere una delle ultime discese, Elio è incorso in una caduta, evento raro, ormai, vista la sua esperienza di ottimo sciatore. Si scendeva sulla pista 2 dello Chamolè, nel bosco, ormai quasi deserta, frequentata solo più dagli "irriducibili", a velocità "allegra ma non troppo". Elio, che era davanti a me, scendeva in cortoraggio, controllatissimo, come sempre. Inspiegabilmente, ad un certo punto, il suo sci destro si impuntava nella neve, l'attacco si apriva e il suo scarpone impattava violentemente al suolo, facendo sì che il suo ginocchio si piegasse verso l'interno. I legamenti, ovviamente, non hanno gradito, e il povero Elio è rimasto dolorante a terra. Vano, poi, il suo tentativo di calzare nuovamente gli sci, per scendere con i suoi mezzi: il ginocchio non lo reggeva. Così, con la mia piccola cinepresa, la GoPro Hero, diventata compagna inseparabile di tutti i miei sport, ho dovuto documentare il mesto ritorno alla base!
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Giorni fa, avvicinandosi il periodo natalizio, sono uscito con Mara, mia moglie, per fare un giro in città, nel centro storico, dove ancora si trova qualche negozio vecchio stile, gestito da commercianti sopravvissuti che non hanno come scopo primario il guadagno, ma che antepongono l'amore per il proprio lavoro.
Ce n'è uno di questi che, sotto Natale, propone presepi e statuette provenienti da tutto il mondo, una delizia per gli occhi di chi, stanco dei babbi natale che si arrampicano sui balconi o che troneggiano tronfi nei santuari consumistici tra giganteschi alberi di natale, ricerca ancora il ricordo di Natali ormai lontani, con poche luci e poco chiasso, ma pieni di sacralità e spiritualità. Noi, io e mia moglie, non abbiamo mai ricevuto doni da Babbo Natale, ma è stato sempre Gesù Bambino a portarceli.
Per noi Santa Klaus è un usurpatore, un personaggio un poco antipatico, che ricorda troppo la coca-cola, di origini avulse dalla nostra cultura.
E anche se per tanti anni si è fatto anche l'albero di Natale, quest'anno Mara, guardando le vetrine di quel negozio, ha lanciato la proposta: "E se quest'anno facessimo solo il presepio?"
Ce n'erano di bellissimi, con le cortecce di sughero che imitavano le montagne, con gli specchi che simulavano i laghetti, il vecchio e caro muschio, i pastori, le pecorelle e, immancabile, Cuorduro che se la dormiva tranquillamente in mezzo a quella folla accorsa a vedere il miracolo della Natività. La proposta di Mara non poteva trovare terreno più fertile: non mi si può proporre di costruire qualcosa di fantasioso e - azzardo - artistico, senza che io faccia immediatamente mia l'idea. Immagino che se ne sia pentita subito, conscia del fatto che si sarebbero prospettati giorni difficili, per i rapporti familiari e per il decoro della casa. Ma tant'è, ormai il dado era tratto! E così, il pomeriggio stesso, sono partito alla ricerca delle cortecce di sughero, quelle grandi, che non ho trovato in tutta la città di Asti, ormai piena di centri commerciali e supermercati che non trattano merci di così scarso consumo.
Le ho trovate a Canelli, dove grazie al vino e alla produzione di tappi, ho scovato una simpatica, giovane commerciante che ancora teneva le bellissime cortecce, destinate soltanto più ai nostalgici costruttori di presepi. Tra parentesi, avete mai guardato attentamente una corteccia di sughero? Sono incredibili, bellissime, anche la fantasia più fervida non riuscirebbe a inventare un simile capolavoro!
E di lì è stata una escalation, fare il disegno, procurarsi altre statuette di altre due dimensioni di quelle che già avevamo (per questioni di prospettiva), pensare alla sistemazione della pompa dell'acqua (residuo di un mio precedente hobby, l'acquario) per realizzare il torrente con relativa cascata nel laghetto, valutare bene il principio dei vasi comunicanti per evitare l'allagamento di tutto il presepio, fare il mulino con le pale girevoli, costruire le case (minuscole, purtroppo, rispetto ai personaggi), e infine una cometa che fosse una cometa! E' stata una settimana di intenso lavoro, di disinteresse (mio) totale per le cose di casa, e anche di recriminazioni velate da parte di Mara. Ma ora il presepe è fatto, e la nostra vita è tornata sugli standard normali! E Mara finalmente mi ha detto: "E' proprio bello questo presepe!"
E tra me, ho pensato, citando l'indimenticabile Eduardo: "Te piace, 'o Presepe, eh !!"
Vista panoramica
La grotta
Qui si vede anche la Madonna
Il laghetto
Il torrente
Il ponticello
Il mulino
Le case in montagna
Il gregge
La cometa
Panoramica video del presepe: (prima di lanciare i video stoppare la musica di fondo, se l'avete avviata)
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E per chi non ricorda il grande Eduardo ne: "Il Natale a casa Cupiello", ecco qui :
Il mese scorso, proprio nell'ultimo giorno delle nostre vacanze a La Franqui, mentre scorrazzavamo con il carro a vela, mi è capitato un incidente che per fortuna non ha avuto serie conseguenze. Per combinazione stavo riprendendo con la mia telecamerina GoPro Hero, per cui sono stato in grado di documentare il tutto in questo film, che ora vi presento.
Vi avverto, alcuni mi hanno detto che secondo loro il film è troppo lungo, e che per vedere l'incidente bisogna attendere troppo tempo. Forse è vero, mi sono lasciato prendere la mano dalle scene che per me, appassionato di carro a vela, erano interessanti. Ma soprattutto non me la sono sentita di tagliare la colonna sonora che ho scelto e che, secondo me, e scusate se pecco di immodestia, si attaglia perfettamente al ritmo incalzante di una corsa nel vento. Comunque mi piacerebbe sentire l'opinione di coloro che vedranno questo film, anche se so già che questa mia aspettativa andrà delusa. So perfettamente che gli internauti non troveranno qui l'incentivo per esprimersi.
Chissà perchè c'è gente che sta decine di minuti su un post, che ci ritorna a più riprese, ma non sente il desiderio di esprimere la propria opinione. Non è certo disinteresse, altrimenti non tornerebbero. Pigrizia, allora? Fretta? Scortesia?
Boh, chi lo sa!!!
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Un altro sport che ho iniziato a praticare a La Franqui è il carro a vela. Era già da un po' di anni che avevo una mezza idea di fare il corso nella scuola di vela del campeggio. Finalmente l'anno scorso mi sono deciso, e ho frequentato il corso di primo livello. Inutile dire che mi è piaciuto molto. Dà le stesse emozioni del kite buggy, con la differenza che è meno stressante. Nel senso che hai una maggiore tranquillità, dovuta al fatto che la manovra della vela è meno impegnativa di quella del kite. Infatti basta lasciare la vela in bando e sterzare contro vento per fermarsi. La vela inoltre è sostenuta dall'albero, mentre la trazione del kite è completamente a carico delle tue braccia. Lo sforzo è notevole, e sbagliare nel direzionare il kite può comportare violenti strappi, con conseguenze che possono essere anche gravi. Insomma, con il kite non puoi rilassarti un attimo, sei sempre in tensione. Così quest'anno, a settembre, con il mio amico Walter, abbiamo continuato la strada intrapresa, iscrivendoci al secondo corso. E naturalmente, avendo la mia GoPro Hero, che ormai è diventata una compagna inseparabile nelle mie attività sportive, ho potuto documentare le lezioni del nostro maestro. Dal filmato che segue potrete vedere quanto sia bello ed interessante questo sport.
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Ecco alcune foto del campeggio Les Coussoules di La Franqui
puledri galoppano liberi sulla spiaggia
e simpatiche raganelle ti accolgono alla sera nelle toilettes
Sulla spiaggia del campeggio si praticano gli sport del vento, si fanno bagni, si fanno lunghe passeggiate, a piedi, in bicicletta o a cavallo, in una natura integra che oggi è ormai difficile trovare.
Io amo definire La Franqui come "La casa del vento".
Ecco il perchè:
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Questo è il camping municipale Les Coussoules, a La Franqui, che un capitalista francese vuole comperare per trasformarlo in un "glamping" (glamour + camping) di lusso, destinato a una clientela danarosa, con bungalow super tecnologici, piscine, parco acquatico, ristoranti, supermercato, discoteca, animazione giorno e notte. E' un'operazione che ha già fatto in altre località francesi, dove ha distrutto la natura spontanea piantando in cambio qualche centinaia di alberi. Il soggiorno in questo glamping costerà all'incirca 1000 € alla settimana! Nel camping esistente oggi, in bassa stagione, si pagano 10 € a notte! Senza contare che la spiaggia e il mare antistante, dove oggi si praticano kite surf, windsurf, kite buggy, carro a vela, e altri sport del vento, più l'equitazione, sarà riservata ai clienti che esibiranno la loro ricchezza. Non si vedranno più puledri correre liberi sulla spiaggia, gli asinelli verranno sfrattati (i ricchi non amano gli odori naturali), le raganelle che, di notte, trovi nelle toilettes, anche loro verranno eliminate. E i conigli e i leprotti di notte dove andranno? In piscina? Oppure a divertirsi sugli scivoli? .
Si può sperare di impedire tutto questo andando sul sito
Eccoci nuovamente qui a parlare di un cavallo morto.
A Siena, a Ronciglione, in qualsiasi altro palio, non importa.
Importa che si perpetua l'uccisione di povere bestie mandate al massacro, per compiacere gli interessi economici di qualcuno e la becera passione di un popolino che non è ancora riuscito ad evolversi dai tempi buii del medioevo.
"E adesso arriverà la solita ciurma di senesi e simpatizzanti vari a dire quanto loro amano i loro cavalli, a parlare di cavalli trattati da re, a dirci che loro lavorano gratis 365 giorni all’anno solo per il palio, a dirci di pensare agli ippodromi, a dirci di occuparci dei problemi ‘veri’ e lasciare perdere il palio, a dirci che noi critichiamo il palio ma poi mangiamo animali, a parlare di tradizione (costi quel che costi), a dirci che tanto nessuno li fermerà, a dirci quanto siamo fanatici (noi!!!!) e antidemocratici, a dirci “voi non sapete, voi non conoscete, siete ignoranti, informatevi, tacete, ecc.”, e OVVIAMENTE a dire che si è trattato di una tragica fatalità…. per ricominiciare come se niente fosse fino alla morte del prossimo cavallo.
E questi avevano persino la pretesa di farsi dichiarare patrimonio dell’umanità dall’Unesco."
E si ascolteranno le solite interviste, intollerabili ormai, di coloro che dicono di dedicare la loro vita ai cavalli, e in realtà sono asserviti ad un sistema che hanno tutta la convenienza a tutelare:
Cosa si può fare, allora?
Si può fare qualcosa: c'è una nuova possibilità aperta dall' ANPANA (Associazione Nazionale Protezione Animali Natura e Ambiente), c'è l'opportunità di denunciare alla Procura della Repubblica competente i reati perpetrati, previa attenta valutazione del suo staff legale.
E' stato creato all'uopo un gruppo su Facebook, nel quale è possibile scaricare la denuncia redatta dai legali dell'associazione, sottoscriverla e inviarla all'avvocato dell'ANPANA, che provvederà a inoltrarla all'autorità competente, offrendo nel contempo la tutela legale gratuita a tutti i sottoscrittori delle denunce.
Attenzione, non si tratta di petizioni, esposti e simili, che lasciano il tempo che trovano, ma vere e proprie denunce sulle quali l'autorità giudiziaria dovrà pronunciarsi.
Quindi chi veramente vuole uscire dal gregge che protesta, agendo in prima persona, lo può fare. E' una possibilità seria che ci viene data per opporci alla intollerabile arroganza di chi organizza pali, Siena in testa. Sono intollerabili certe affermazioni spocchiose di sindaci e accoliti!
E' necessario iscriversi a Facebook e quindi aderire al gruppo: si avrà così la possibilità di essere informati sulla sua attività, sull'evolversi delle denunce e sulle nuove iniziative.
Sono già state inoltrate circa 300 denunce (se ben ricordo) per il palio di Ronciglione, si stanno raccogliendo in questi giorni le denunce contro "La corsa dei buoi e dei cavalli di Chieuti", e lo staff legale sta ora valutando la possibilità di presentare denuncia contro il palio di Siena.
A fianco di questo gruppo ne esiste un altro, creato allo scopo di censire, tramite le segnalazioni dei partecipanti, tutte le manifestazioni che in Italia sfruttano e maltrattano gli animali.
Invito caldamente tutti coloro che sentono la necessità di tutelare la dignità e l'incolumità degli animali a partecipare a questa iniziativa, appoggiando l'encomiabile lavoro di tutti coloro che dedicano il loro tempo e le loro risorse, gratuitamente, a favore dell'ANPANA.
''Vorrei fosse chiaro a tutti che il governo di cui faccio parte non si e' mai neppure sognato di mettere in discussione il Palio di Siena e manifestazioni analoghe che si svolgono nel nostro paese, nè di abolire caccia e cacciatori e neppure di ridurre i circhi in luoghi in cui possono esibirsi uomini e donne addestrati e non animali ammaestrati.
Mentre e' inaccettabile voler parificare gli uomini agli animali, appaiono addirittura surreali le posizioni degli ultra' animalisti che sembrano preoccuparsi piu' degli animali che degli uomini''.
Vi faccio notare la perla contenuta in questa affermazione: Giovanardi dice che dove possono esibirsi uomini e donne addestrati devono potersi esibire anche animali ammaestrati. Quindi parifica gli animali agli uomini. Ma subito dopo dice che "è inaccettabile voler parificare gli uomini agli animali", cadendo in una macroscopica contraddizione. E' un lapsus o una mancanza di intelligenza? Fate voi. Vorrei però ricordare a Giovanardi che gli animalisti (uso questo termine che non amo, preferisco "persone civili") non vogliono parificare proprio nulla: gli uomini possono fare liberamente le attività più pericolose accettandone coscientemente i rischi, e quindi non hanno bisogno di una particolare tutela. La stessa cosa non vale per gli animali, che sono costretti, per il divertimento dell'uomo, a fare cose che altrimenti non farebbero mai. Di qui la necessità, per niente surreale, di difendere gli animali e non gli uomini, che si tutelano da soli!
Ricordiamoci di Giovanardi, quando saremo nuovamente chiamati alle urne!
Dobbiamo tuttavia riconoscere la sua coerenza di cattolico. Alla Chiesa, e quindi a tutti i cattolici integralisti come lui, degli animali non gliene frega niente! Mi domando come mai San Francesco non sia stato scomunicato.
Dobbiamo tuttavia riconoscere la sua coerenza. Alla Chiesa, e quindi ad un cattolico come lui, degli animali non gliene frega niente! Dobbiamo
Nell'Antica Chiesa Plebana, a San Maurizio Canavese, la corale Cantus Comites, diretta dal Maestro Marco Roncaglia, con l'accompagnamento al piano del Maestro Mirco Godio, ha tenuto un concerto dedicato alla memoria di Maria Pina Merlone Florio. L'atmosfera mistica, creata dalla musica sotto la mirabile architettura della chiesa, l'ha ricordata nel migliore dei modi ai parenti e al numeroso pubblico convenuto per l'evento.
Nel video seguente si possono ascoltare alcuni tra i brani presentati dalla corale.
In particolare:
Jesu, nimm dich deiner Glieder (J.S.Bach);
Et incarnatus est (A.Vivaldi);
Il terzo movimento del Drei Geistliche Lieder (F.Mendelssohn);
Chor der Engel (F.Schubert);
Still, still, still (anonimo).
Ecco il video:
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Fotografia e montaggio: Alfio Cioffi
Registrazione sonora a cura di Giorgio Roncaglia