I miei quadri - Anno 1980

10-02-2012


In quell'anno ho sperimentato una tecnica particolare, che consiste nello stendere, con una spatola, un velo di un colore ad olio - nelle sue varie tonalità - su un foglio di carta fotografica politenata, rappresentando così, a grandi linee, il soggetto che si vuole realizzare. L'impermeabilità del supporto impedisce al colore di penetrare, per cui, operando con una lametta da barba, si può successivamente asportare il colore. In questo modo si creano particolari effetti, che possono venir modulati a seconda che si usi la lametta di piatto o di spigolo. E' una tecnica che si presta particolarmente per riprodurre i riflessi della luce sull'acqua liscia, ma anche il turbinìo delle acque mosse. Ne ho approfittato per rappresentare un ambiente che in quel periodo frequentavo abitualmente, durante le mie discese dei torrenti in kayak. 
Per questo gli ultimi tre quadri mi sono particolarmente cari.




Ulivi
Ulivi
(1980, acquarello su carta, 17 x 24)




Quiet waters n. 1
Acque quiete
(1980, olio a spatola su carta fotografica, 17 x 24)




White waters n. 1
Acque selvagge n. 1
(1980, olio a spatola su carta fotografica, 17 x 24)




White waters n. 2
Acque selvagge n. 2
(1980, olio a spatola su carta fotografica, 17 x 24)



continua in: anno 1981


La pagina enigmistica - 4



07-02-2012



Per continuare con la serie enigmistica pubblico alcuni rebus che ho creato tempo fa. Ho notato ora che alcuni sono particolarmente difficili, dal momento che anch'io, rivedendoli oggi, mi trovo in difficoltà nel risolverli.
Comincio dai più semplici, anzi, dal più semplice in assoluto:


In Africa



Monoverbo: prima lettura: 1-1-1-5 = 8 



Pesa pochissimo


Rebus - Prima lettura: 2-1-4-2-4-1; frase: 7,7 


Ah, la lirica!




Rebus - Prima lettura: 4-2-1-4, frase: 6,5




Ora andiamo invece sul difficile. Avevo fatto una sfida con me stesso: creare dei rebus differenti da un'unica fotografia. Questi tre rebus sono il risultato:


In kayak




Rebus - Prima lettura: 3-7-2-3-3-3; frase: 8,5,8




Rebus - prima lettura: 1-3-1-7-2-2-1-1-2-4; frase: 10,2,6,6




Rebus a domanda e risposta: Prima lettura: 7-1-1-1-3-2-3-2-1-1-1? 2; frase: 10,3,5,7

Chi vuole cimentarsi nella soluzione dei rebus, può pubblicare le sue soluzioni nei commenti, qui sotto. Risponderò.









I miei quadri - Anni 70

04-02-2012


Tre di questi quadri rientrano nella serie dei miei tentativi di sperimentare nuove tecniche, alle volte inventate sul momento.
Per il primo, "La caldarrostaia", ho preparato il fondo con colori ad olio di tonalità scura (ocra, terra di siena bruciata, bruno Van Dick, ecc.) quindi, sul colore ancora fresco, ho steso larghe pennellate del colore bianco per i muri che, essendo a base acquosa, si coagulava creando effetti interessanti. Ho ancora spruzzato lo stesso bianco sul quadro posato in orizzontale, per evitare che il colore colasse. Con inchiostri colorati ho infine dato gli ultimi ritocchi al bianco, ancora fresco. Infine, per evitare che durante la lenta essicazione i colori potessero mescolarsi e quindi vanificare gli effetti ottenuti, l'ho accelerata con un prolungato trattamento con il phon, incurante dei rimproveri di mia moglie che protestava per il pavimento tutto sporco e per il consumo di energia elettrica! Ma l'arte ha i suoi costi!! 
Per gli altri due, "La radura" e "Sorgente nel bosco", invece niente di così elaborato. Soltanto le dimensioni, che per me erano inconsuete. Si trattava infatti di due quadretti molto piccoli, appena 6 x 8. Due miniature.


 
Viuzza di Sperlonga
                         Viuzza di Sperlonga
                         (1974, olio su cartone telato, 40 x 60)



Paesaggio rosso
Paesaggio rosso
(1974, olio su tela, 45 x 60)




La caldarrostaia
                      La caldarrostaia
                      (1977, tecnica mista su cartone telato, 53 x 40)



Radura

               Radura
               (1977, miniatura, olio su tela, 6 x 8)



Sorgente nel bosco

              Sorgente nel bosco
               (1977, miniatura, olio su tela, 6 x 8)




La valle del Rio d'Oliena
La valle del rio d'Oliena
(1977, olio su cartone telato, 25 x 30)

continua in:
 anno 1971


I miei quadri - Anno 1971

21-01-2012


Nell'anno 1971 mi sono interessato ad una tecnica espressiva per me nuova, lo sbalzo su rame. In una mostra avevo visto alcuni pregevoli lavori, e mi è venuta la voglia di cimentarmi in questa interessante tecnica.
Ho riprodotto alcuni quadri del Caravaggio, che mi piacevano in modo particolare e che mi parevano adatti al mio scopo. Me ne restano però soltanto due: "San Girolamo scrivente" e "Il sacrificio di Isacco". 
Il secondo mi ha impegnato particolarmente, per la presenza di numerosi piani, la cui rappresentazione sul piatto della lastra di rame è risultata abbastanza difficoltosa. Il risultato però mi è parso soddisfacente, considerando anche che era la prima volta che utilizzavo questa tecnica.


 
San Girolamo scrivente

                San Girolamo scrivente
               Dal San Girolamo Scrivente di Caravaggio 
               (1971, sbalzo su rame, 23 x 17)




Il Sacrificio di Isacco

                Il Sacrificio di Isacco
               Dal Sacrificio di Isacco di Caravaggio 
               (1971, sbalzo su rame, 23 x 17)


continua in: anno 1980



Incidente sugli sci a Pila

19-01-2012


Martedì scorso, come al solito, con il pullman della Polisportiva, ci siamo recati a sciare a Pila, approfittando dell'ottima condizione delle piste di questa località, in questo inverno così avaro di neve. I comprensori sciistici della Val d'Aosta sono quelli che presentano attualmente le condizioni migliori, grazie alle nevicate - seppur non abbondanti - delle settimane passate. Anche l'abbassamento delle temperature ha permesso l'innevamento artificiale che, in altre località, con temperature superiori allo zero, non è stato possibile.
Così, favoriti anche da una giornata splendida, abbiamo sciato fino al tardo pomeriggio, divertendoci alla grande. 
Purtroppo però la malasorte ci ha messo lo zampino, e nel corso di quella che avrebbe dovuto essere una delle ultime discese, Elio è incorso in una caduta, evento raro, ormai,  vista la sua esperienza di ottimo sciatore. 
Si scendeva sulla pista 2 dello Chamolè, nel bosco, ormai quasi deserta, frequentata solo più dagli "irriducibili", a velocità "allegra ma non troppo". Elio, che era davanti a me, scendeva in cortoraggio, controllatissimo, come sempre. Inspiegabilmente, ad un certo punto, il suo sci destro si impuntava nella neve, l'attacco si apriva e il suo scarpone impattava violentemente al suolo, facendo sì che il suo ginocchio si piegasse verso l'interno. I legamenti, ovviamente, non hanno gradito, e il povero Elio è rimasto dolorante a terra. Vano, poi, il suo tentativo di calzare nuovamente gli sci, per scendere con i suoi mezzi: il ginocchio non lo reggeva.
Così, con la mia piccola cinepresa, la GoPro Hero, diventata compagna inseparabile di tutti i miei sport, ho dovuto documentare il mesto ritorno alla base! 
(n.b.: per vedere il video cliccare su Guarda su YouTube)








I miei quadri - Anni 60

14-01-2012


In questa serie di post, che inizio con questo dedicato agli anni 60, voglio raccogliere tutte le fotografie dei quadri che ho dipinto negli anni. O meglio, di tutti quelli che sono ancora in mio possesso e di quelli che sono riuscito a rintracciare e fotografare. Di tutti gli altri, non moltissimi, per la verità, resta solo un vago ricordo; peccato, non aver provveduto a suo tempo a conservarli o, se non altro, a fotografarli. Ma, allora, con le tecniche fotografiche a mia disposizione, pressochè inesistenti, non ci pensavo neppure. 
Resta il ricordo, come dicevo, e forse nel ricordo mi appaiono migliori di quanto fossero in realtà!


Ciliegi in fiore
Ciliegi in fiore
(1960, Olio su tela, 45 x 60)



Lo spaventapasseri
Lo spaventapasseri
(1965, olio su cartone telato, 20 x 30)




Bimbo
Viso di bimbo
(1966, Olio su tela, 35 x 50)




Deiezioni Industriali
Deiezioni industriali
(1966, Tecnica mista su cartone telato, 30 x 40)




Donna dormiente
Donna dormiente
(1966, Olio a spatola su cartone telato, 60 x 45)




Vita e Morte
Vita e morte
(1966, Olio su cartone telato, 40 x 50)




Alle cinque della sera (Revenge)
Alle cinque della sera (Revenge)
(1968, Collage e olio su tela, 40 x 60)



Ritratto di donna
Ritratto di donna
(1969, Olio a spatola su cartone telato, 70 x 50)

continua in: anni 70anno 1971



Te piace 'o presepe?!

14-12-2009


Giorni fa, avvicinandosi il periodo natalizio, sono uscito con Mara, mia moglie, per fare un giro in città, nel centro storico, dove ancora si trova qualche negozio vecchio stile, gestito da commercianti sopravvissuti che non hanno come scopo primario il guadagno, ma che antepongono l'amore per il proprio lavoro.

Ce n'è uno di questi che, sotto Natale, propone presepi e statuette provenienti da tutto il mondo, una delizia per gli occhi di chi, stanco dei babbi natale che si arrampicano sui balconi o che troneggiano tronfi nei santuari consumistici tra giganteschi alberi di natale, ricerca ancora il ricordo di Natali ormai lontani, con poche luci e poco chiasso, ma pieni di sacralità e spiritualità. Noi, io e mia moglie, non abbiamo mai ricevuto doni da Babbo Natale, ma è stato sempre Gesù Bambino a portarceli.

Per noi Santa Klaus è un usurpatore, un personaggio un poco antipatico, che ricorda troppo la coca-cola, di origini avulse dalla nostra cultura.

E anche se per tanti anni si è fatto anche l'albero di Natale, quest'anno Mara, guardando le vetrine di quel negozio, ha lanciato la proposta: "E se quest'anno facessimo solo il presepio?"

Ce n'erano di bellissimi, con le cortecce di sughero che imitavano le montagne, con gli specchi che simulavano i laghetti, il vecchio e caro muschio, i pastori, le pecorelle e, immancabile, Cuorduro che se la dormiva tranquillamente in mezzo a quella folla accorsa a vedere il miracolo della Natività.

La proposta di Mara non poteva trovare terreno più fertile: non mi si può proporre di costruire qualcosa di fantasioso e - azzardo - artistico, senza che io faccia immediatamente mia l'idea. Immagino che se ne sia pentita subito, conscia del fatto che si sarebbero prospettati giorni difficili, per i rapporti familiari e per il decoro della casa. Ma tant'è, ormai il dado era tratto!
E così, il pomeriggio stesso, sono partito alla ricerca delle cortecce di sughero, quelle grandi, che non ho trovato in tutta la città di Asti, ormai piena di centri commerciali e supermercati che non trattano merci di così scarso consumo.

Le ho trovate a Canelli, dove grazie al vino e alla produzione di tappi, ho scovato una simpatica, giovane commerciante che ancora teneva le bellissime cortecce, destinate soltanto più ai nostalgici costruttori di presepi. Tra parentesi, avete mai guardato attentamente una corteccia di sughero? Sono incredibili, bellissime, anche la fantasia più fervida non riuscirebbe a inventare un simile capolavoro!

E di lì è stata una escalation, fare il disegno, procurarsi altre statuette di altre due dimensioni di quelle che già avevamo (per questioni di prospettiva), pensare alla sistemazione della pompa dell'acqua (residuo di un mio precedente hobby, l'acquario) per realizzare il torrente con relativa cascata nel laghetto, valutare bene il principio dei vasi comunicanti per evitare l'allagamento di tutto il presepio, fare il mulino con le pale girevoli, costruire le case (minuscole, purtroppo, rispetto ai personaggi), e infine una cometa che fosse una cometa!

E' stata una settimana di intenso lavoro, di disinteresse (mio) totale per le cose di casa, e anche di recriminazioni velate da parte di Mara. Ma ora il presepe è fatto, e la nostra vita è tornata sugli standard normali!
E Mara finalmente mi ha detto: "E' proprio bello questo presepe!"

E tra me, ho pensato, citando l'indimenticabile Eduardo: "Te piace, 'o Presepe, eh !!"




P1070233 - Presepe 2
Vista panoramica



P1070194 - Presepe 5
La grotta



P1070198 - Presepe 8
Qui si vede anche la Madonna



P1070193 - Presepe 4
Il laghetto



P1070202 - Presepe 10
                         Il torrente



P1070196 - Presepe 6
                         Il ponticello



P1070192 - Presepe 3
                         Il mulino



P1070197 - Presepe 7
                         Le case in montagna



P1070216 - Presepe 13        
Il gregge



P1070237 - Presepe 14
                   La cometa


Panoramica video del presepe: 
(prima di lanciare i video stoppare la musica di fondo, se l'avete avviata)
(n.b.: per vedere il video cliccare su Guarda su YouTube)






E per chi non ricorda il grande Eduardo ne: "Il Natale a casa Cupiello", ecco qui :






continua ...........................


Romantico carillon


26-12-2011


Un piccolo, romantico dono a Mara. 
(n.b.: per vedere il video cliccare su Guarda su YouTube)






Ampliamento del presepe

09-12-2010


Quest'anno ho pensato di ampliare il presepe che ho costruito l'anno scorso. Seguendo la tradizione, allora avevo pensato ad un'ambientazione in montagna, con torrente e laghetto incassato fra scoscese pareti rocciose, ed il sentiero che scendeva dai monti fino alla grotta.

Quest'anno, però, pensando all'orografia reale della zona di Betlemme, ho realizzato che, a sud est della zona montuosa, c'è il deserto. Infatti si legge:


"Betlemme, arroccata su due colli della dorsale che costituisce lo spartiacque fra il Mediterraneo orientale ed il Mar Morto, presenta un profilo sinuoso. .........

Salvo che a Nord ed a Nord-Ovest, è incorniciata da testate di valli molto profonde e strette, che ad Ovest formano il Wadi Admed mentre ad Est ed a Sud-Est precipitano, con una serie di dossi levigati dal vento, verso il deserto di Giudea ed il Mar Morto, la più profonda depressione del mondo. Nelle infinite grotte, che perforano i fianchi delle colline, l'uomo, sin dai tempi più antichi, ha trovato - e tuttora trova - un rifugio primitivo ma sufficiente.

La regione circostante è fertile, ed i pendii troppo bruschi sono stati terrazzati per consentire le coltivazioni. Viti e olivi, mandorli e fichi, campi di orzo e di grano colorano variamente il terreno secondo la stagione."


Quindi perchè non ampliare il vecchio presepe con una parte nuova, che rappresenti per l'appunto il deserto?

Così, procuratomi il polistirolo che, ho pensato, fosse il materiale più adatto allo scopo, per la facilità di modellazione e per la leggerezza, ho iniziato il lavoro.

Nelle due foto seguenti c'è l'abbozzo dei terrazzamenti, delle dune e di un oued, che ho immaginato separasse la zona desertica dalla zona più fertile che sale verso le montagne.




P1100634




P1100640


Il resto tra qualche giorno.


Continua ..............


Char à voile: analisi di un incidente

12-11-2011


Il mese scorso, proprio nell'ultimo giorno delle nostre vacanze a La Franqui, mentre scorrazzavamo con il carro a vela, mi è capitato un incidente che per fortuna non ha avuto serie conseguenze. Per combinazione stavo riprendendo con la mia telecamerina GoPro Hero, per cui sono stato in grado di documentare il tutto in questo film, che ora vi presento.

Vi avverto, alcuni mi hanno detto che secondo loro il film è troppo lungo, e che per vedere l'incidente bisogna attendere troppo tempo. Forse è vero, mi sono lasciato prendere la mano dalle scene che per me, appassionato di carro a vela, erano interessanti. Ma soprattutto non me la sono sentita di tagliare la colonna sonora che ho scelto e che, secondo me, e scusate se pecco di immodestia, si attaglia perfettamente al ritmo incalzante di una corsa nel vento. Comunque mi piacerebbe sentire l'opinione di coloro che vedranno questo film, anche se so già che questa mia aspettativa andrà delusa. So perfettamente che gli internauti non troveranno qui l'incentivo per esprimersi.

Chissà perchè c'è gente che sta decine di minuti su un post, che ci ritorna a più riprese, ma non sente il desiderio di esprimere la propria opinione. Non è certo disinteresse, altrimenti non tornerebbero. Pigrizia, allora? Fretta? Scortesia?

 Boh, chi lo sa!!!
(n.b.: per vedere il video cliccare su Guarda su YouTube)






                                 

Char à voile

20-10-2011


Un altro sport che ho iniziato a praticare a La Franqui è il carro a vela. Era già da un po' di anni che avevo una mezza idea di fare il corso nella scuola di vela del campeggio. Finalmente l'anno scorso mi sono deciso, e ho frequentato il corso di primo livello. Inutile dire che mi è piaciuto molto. Dà le stesse emozioni del kite buggy, con la differenza che è meno stressante. Nel senso che hai una maggiore tranquillità, dovuta al fatto che la manovra della vela è meno impegnativa di quella del kite. Infatti basta lasciare la vela in bando e sterzare contro vento per fermarsi. La vela inoltre è sostenuta dall'albero, mentre la trazione del kite è completamente a carico delle tue braccia. Lo sforzo è notevole, e sbagliare nel direzionare il kite può comportare violenti strappi, con conseguenze che possono essere anche gravi. Insomma, con il kite non puoi rilassarti un attimo, sei sempre in tensione. 
Così quest'anno, a settembre, con il mio amico Walter, abbiamo continuato la strada intrapresa, iscrivendoci al secondo corso. E naturalmente, avendo la mia GoPro Hero, che ormai è diventata una compagna inseparabile nelle mie attività sportive, ho potuto documentare le lezioni del nostro maestro.
Dal filmato che segue potrete vedere quanto sia bello ed interessante questo sport.
(n.b.: per vedere il video cliccare su Guarda su YouTube)