I miei cactus

23-09-2006


Voglio dedicare un post alla mia collezione di cactus.
Sono piante che trovo affascinanti, di una bellezza selvaggia, che mi evocano scenari di deserti infuocati, di caos rocciosi che accolgono, inospitali, questi miracoli della natura.

Devo essere sincero, guardando le mie piante allineate nei loro vasetti, ordinate, con la loro targhetta, mi sento un po' colpevole. E' come tenere in gabbia delle fiere. Ben altra sistemazione meriterebbero questi capolavori della natura. Non potendo far meglio, però, cerco di farmi perdonare accudendole nel modo più naturale possibile, senza eccessive cure, ma rispettando i loro bisogni essenziali, attento ai segnali di eventuali sofferenze.

E viene un giorno in cui, esuberanti, ti ringraziano con fioriture meravigliose, quasi commoventi.





La mia collezione 2
               
               La collezione






Echinopsis Subdenudata

                Echinopsis subdenudata






Rebutia Heliosa var. Condorensis
          
Rebutia Heliosa var. Condorensis





Notocactus Uebelmannianus
                   
                          
        Notocactus Uebelmannianus


Mi spiace, non posso, in questo spazio, mostrarvi tutte le fotografie che lo meriterebbero. Però, al momento opportuno, non mancherò di documentare le fioriture più spettacolari. Per tutti coloro che amano questi - e mi ripeto - miracoli della natura.




 (foto di Alfio Cioffi)



Montiglio - Castello in musica - 1

23-06-2009



Montiglio 2009001



Il solstizio d'estate è stato celebrato a Montiglio Monferrato con il festival "Castello in musica - Magie di suoni nel giorno del solstizio", ormai alla sua dodicesima edizione.



P1060245



P1060241


Tra le dolci colline del Monferrato, dallo splendido castello che domina Montiglio, si sono levate note che hanno creato quella magia a cui fa riferimento il sottotitolo del festival.

Numerosi complessi musicali, valenti solisti, hanno contribuito a questo evento che ormai, oltre a rappresentare un incontro di dimensione internazionale per qualità, proposte e scelte artistiche, si inserisce come una realtà produttiva di profondo stimolo verso una sempre più feconda attività artistica futura.

Così il festival ha mantenuto fede ai suoi "spazi caratteristici": i suoni e i linguaggi di molteplici forme di espressione sonora, la musica classica, il jazz, la musica etnica, la musica popolare e altro ancora hanno coabitato per tre giorni in un'unica grande "casa" dei suoni.

Di queste giornate voglio ricordare in particolare, anche per le suggestioni visive, l'esibizione del coro "Cantus Comites", di cui fa parte Mara, mia moglie, e della "Big Band Jazz Company", le cui proposte musicali mi hanno regalato grandi emozioni. 


P1060176
Il coro "Cantus Comites" e il direttore, maestro Marco Roncaglia




P1060177
 Il maestro Marco Roncaglia spiega al pubblico "i tanti, affascinanti perchè" - per usare le sue parole - dei brani musicali in programma.



P1060180
                      La sezione soprani - tenori




P1060179
La sezione contralti - bassi



P1060182
La soprano solista Antonella Lucio



P1060175
I solisti Simone Rebola (tenore) e Simone Cascarano (basso)



P1060184
La sezione contralti - bassi



P1060212
La sezione soprani - tenori



P1060191
La sezione "Vocis Unda"



P1060224
                       Spartiti



P1060228
Il gran finale


(fotografie di Alfio Cioffi)




.......................... continua.....................



Montiglio - Castello in musica - 2

25-06-2009


Dopo le suggestioni create dal coro "Cantus Comites" nell' esecuzione di brani di "giganti" della musica classica, come Bach, Schubert, Grieg, Rachmaninov, nel castello di Montiglio sono risuonate le note di altri maestri della musica, questa volta jazz.
Il concerto della Big Band Jazz Company era infatti dedicato ai miti della musica jazz americana. Si legge nella brochure di presentazione:

"Le musiche di due giganti degli anni Quaranta americani, Benny Goodman e Duke Ellington, faranno da sfondo ad un percorso in cui le culture musicali si intersecano e si incontrano.

La serata sarà infatti una dedica al "Jazz in bianco e nero", un incontro delle due facce, appunto quella bianca e quella nera, del progresso degli anni Trenta e Quaranta.

Lo spirito fumoso e intellettuale dei club newyorkesi si incontrerà con le orchestrazioni corali tipiche dei party esclusivi delle metropoli americane.

Un concerto d'eccezione, con esecutori di grande spessore, che offrirà al pubblico, appassionato o meno, una prospettiva diversa da cui guardare i grandi classici del jazz americano"








P1060263
Lia Lizzi Balsamo, direttore artistico del festival, presenta la Big Band Jazz Company 



P1060321
La "Big Band Jazz Company"



P1060320_a
 La sezione sax



P1060266
                       Il direttore della band, Gabriele Comeglio, al sax



P1060267
Ubaldo Busco al sax baritono



P1060269
Gabriele Comeglio al clarino



P1060271
Una intensa espressione di Gabriele Comeglio al clarino



P1060272
                       Clarino e sax: Benny Goodman dreaming



P1060276
Alberto Bonacasa al piano e Roberto Trapella alla chitarra



P1060278
   La chitarra di Roberto Trapella



P1060281
                       Vittorio Cazzaniga al sax



P1060292
                       Vibra il sax di Gabriele Comeglio



P1060294
                       Onde di musica



P1060285
Mauro Parodi al trombone



P1060286
Trascinante assolo al trombone di Mauro Parodi



P1060297
Emilio Soana alla tromba



P1060274
Emilio Soana: una grande tromba, un grande assolo



P1060310
La voce, Caterina Comeglio



P1060317
La suadente, graziosa Caterina Comeglio, accompagna con la sua calda voce le ultime note di questo eccezionale concerto, straordinario anche per le suggestioni visive che ha saputo offrire.


P1060246


 (fotografie di Alfio Cioffi)



Quattro coraggiosi contro la corrida

11-06-2009


Il seguente video documenta l'intervento di quattro giovani coraggiosi che, nell'arena di Barcellona, mentre il toro agonizzante viene ulteriormente torturato dal torero, aiutato come sempre da un nutrito gruppo di peones, penetrano nell'arena chiedendo pacificamente, con cartelli, l'abolizione della corrida.





La visione di questo video mi induce a alcune considerazioni:
- l'infinita pietà che mi provoca la vista delle sofferenze del toro;
- il numero veramente esiguo degli avvoltoi (senza offesa agli avvoltoi) appollaiati sulle gradinate che godono di questo spettacolo (!), dimostrazione che poi la corrida non è fortunatamente così popolare come alcuni vogliono far credere;
- la ovvia e scontata considerazione sul "coraggio" degli addetti al massacro del toro;
- la violenza con cui sono stati trattati i manifestanti e il tentativo evidente, da parte dei massacratori e dei loro complici, di evitare la divulgazione di foto. C'è una evidente paura che l'opinione pubblica venga informata di questi eventi, vogliono il silenzio (dimostrazione lampante: la rimozione del video riportato all'inizio di questo post!!!);
- infine, chi è violento con gli animali lo è sempre: con tutti!
Non aiutiamo i massacratori col silenzio: esprimiamo il nostro disgusto in ogni modo, in ogni sede. Diamo il nostro conforto a chi si impegna, con i mezzi che ha, per ottenere l'abolizione di questo orrore.
Così possiamo sperare di assistere presto all'agonia della corrida
E se proprio non si volesse rinunciare a vedere la forza del toro (sano) e il coraggio (vero) dell'uomo nell'arena, ecco come si può sfidare il toro:





I campioni

04-10-2006

Sempre parlando di cactus, vi voglio presentare i campioni della mia collezione: un Echinocactus Grusonii (40 cm. di diametro), un Echinocactus Ingens (diametro 35 cm.) e una Mammillaria Eriacantha (35 cm. di altezza).                         

Il Grusonii mi è stato regalato nel 2001, era una pianta presumibilmente di una decina d'anni, coltivata in piena terra in Sicilia. Il cambiamento di clima si è manifestato soprattutto nelle spine, che sono cresciute più deboli e pallide. Ora però pare ambientato, e mi aspetto che fiorisca, Vedremo la prossima estate.

L'Ingens e la Mammillaria provengono invece dalla mamma di una mia cara amica, la signora Maria che, stanca di essere ferita dalle spine spettacolari ma feroci dell'Ingens, voleva liberarsene e minacciava di far fare una brutta fine ad entrambe le piante. Così ho fatto il bel gesto, smaccatamente interessato, e mi sono accollato l'onere di sistemarle ed accudirle!! Anch'io però ho dovuto affrontare lo stesso problema, ho provato sul balcone, ma dopo alcuni profondi graffi subiti da me e da Mara, ho capito che dovevo escogitare qualcosa. E così le ho sistemate fuori, all'esterno del balcone, dove ho allestito una specie di giardino pensile, con tanto di rete antigrandine retrattile. Dopo un periodo di esposizione progressiva al sole, durata quasi due mesi (eh sì, perchè anche i cactus si scottano, e penso non gradiscano le creme solari) si sono ambientate perfettamente, l'Ingens e la Mammillaria sono fiorite, e il Grusonii ha manifestato il suo gradimento con una nuova vegetazione caratterizzata da spine nuovamente forti e d'un bel giallo oro.
Successo!! 




 Echinocactus Grusonii

                Echinocactus Grusonii nel giardino pensile



Mammillaria Eriacantha

                  Mammillaria Eriacantha




Echinocactus Ingens

Echinocactus Ingens





Echinocactus Ingens

 Echinocactus Ingens fiorito



Mammillaria Eriacantha
     
              Mammillaria Eriacantha


(foto di Alfio Cioffi)

Poesia non poesia

08-06-2009


In tutta modestia, visto che non sono un critico letterario nè un cultore della poesia, ma semplicemente un lettore occasionale che si ritiene attratto da tutto ciò che è poetico, cito un brano - tratto dall'intervista di Claudio Arzani a Elena Torresani, autrice del poema in versi "L'inferno di Eros" - che rappresenta perfettamente il mio pensiero:


"Claudio, diciamocelo: che palle! In questo periodo sono nella giuria di un premio nazionale di poesia e ti assicuro che sole, cuore, amore e le foglie che cadono in autunno hanno veramente superato la linea della tollerabilità.
Per me vince chi parla di altro, o chi parla ancora di quello ma in un modo nuovo: che i punti di svolta siano nel contenuto o nello stile,  ma che punti di svolta siano.
Sicuramente ci sono stimoli poetici intramontabili, ma il passato ci ha regalato delle eccellenze talmente irripetibili che diventa imbarazzante in certi casi leggere tutto quello che si è tentato dopo su quella falsa riga."


L'intervista completa e i link ad Elena Torresani li trovate sul blog: Arzyncampo 



La serra per i cactus

03-11-2008


Quest'anno mi sono stufato di trasferire - ai primi freddi - la mia collezione di piante grasse in parte nella veranda e in parte sopra i pensili della cucina. Oltre al fatto che era un lavoro molto noioso, spostare le piante, spostare gli scaffali, risistemare le piante, non era molto gradito a mia moglie, e sapevo che non era neppure una sistemazione ideale per le mie povere piante, che avrebbero trascorso l'inverno in ambienti inadatti a garantire le giuste temperature e il grado di umidità richiesto. Infatti, se la veranda non riscaldata come temperatura poteva essere soddisfacente, aveva il difetto di una eccessiva umidità causata dalla condensa. La cucina poi era un disastro, calda e umida, e infatti ogni anno, a primavera, quando ritrasferivo le piante all'aperto, dovevo constatare la moría di parecchi esemplari, dovuta a muffe e marciumi vari. Così quest'anno mi sono deciso: avrei lasciato le piante dov'erano, e le avrei protette con una serra che avrei montato loro intorno. In un primo momento avevo sperato di trovare in commercio qualche serra che facesse al caso mio, ma ben presto mi sono convinto che avrei dovuto costruirmela. Avevo troppe esigenze: le misure adeguate al mio balcone, la possibilità di montarla e smontarla lavorando dall'interno della serra, le pareti di policarbonato alveolare che garantissero un  sufficiente isolamento. Così mi sono disegnato il progetto, sono partito alla ricerca del materiale e, dopo parecchi giorni di lavoro, ecco il risultato.



Serra per i cactus


No, la casa no, quella non l'ho fatta io! Solo la serra, che si intravvede sul balcone, è frutto del mio lavoro. E all'interno, le mie piante grasse, che dormiranno, protette,  per tutto l'inverno.


Interno della serra


Per il riscaldamento mi sono procurato un termostato, a cui ho collegato una di quelle serpentine elettriche che servono a mantenere caldi, nei bagni, gli asciugamani. Consuma poco, solo 95 Watt, e penso sia sufficiente a mantenere la temperatura sui 6-7°. Vedremo.

Spero proprio che i miei cactus mi siano riconoscenti!!




domenica, 07 dicembre 2008




Nelle due ultime settimane la mia serra ha dovuto sostenere il primo severo test: pioggia, neve e temperature sotto zero.
Per quanto riguarda la tenuta all'acqua, in alcuni punti del tetto e intorno ai pannelli di policarbonato, ho notato qualche infiltrazione. Quando smonterò la serra, in primavera, provvederò con guarnizioni di gomma e, dove possibile, con iniezioni di silicone, per impermeabilizzare il tutto.
L'isolamento invece è soddisfacente; il policarbonato svolge la sua funzione egregiamente, e mantiene una temperature interna, senza l'ausilio del riscaldamento, di 5-6° più alta di quella esterna, e questo è importante,  ai fini dell'economia dell'energia elettrica. Non ho notato neppure fenomeni di condensa sulle pareti interne, e questo è un altro punto a favore molto importante.
Il riscaldamento che avevo pensato invece non si è rivelato all'altezza. La serpentina elettrica faceva quel che poteva, e quando la temperatura notturna esterna scendeva sotto lo zero, non ce la faceva a mantenere i 6-7° previsti. Sono così corso ai ripari e ho sistemato un piccolo termoventilatore che in pochi minuti riesce a riportare la temperatura a livelli accettabili. Spero che i 950/1900 Watt che consuma, non mi facciano lievitare troppo la bolletta della luce.
Infine, la mia mania di perfezione mi ha indotto a sistemare anche un piccolo deumidificatore, che avvio manualmente, ma per ora vedo che il problema dell'eccessiva umidità non si presenta, forse per via del policarbonato alveolare, che isola molto bene e si oppone al fenomeno della condensa.
Nel complesso sono molto soddisfatto. Ho risolto il problema del freddo. Non quello del caldo, per cui devo fare molta attenzione a quando i raggi del sole colpiscono la serra. La temperatura interna sale a valori altissimi, 30-40° e anche più, per cui devo aprire tempestivamente le prese d'aria, e a volte anche le porte, per evitare che le mie piante vadano lesse! E questo è un problema grave. Bisognerebbe studiare un automatismo per l'apertura dei lucernari, ma questo è complicato!

Spero che mia moglie non legga queste ultime righe, probabilmente perderebbe la pazienza. Nonostante ne abbia tanta!



Serra 3


 (foto di Alfio Cioffi)

Lieto evento

11-09-2008


Questa mattina si è schiuso!
Parlo del fiore della Stapelia Variegata, una delle ultime piante che è andata ad arricchire la mia collezione di piante grasse. Avevo notato, nei giorni scorsi, che la pianta aveva prodotto un bocciolo, enorme rispetto alle dimensioni della pianta, che è alta pochi centimetri. Ed ero curioso.
E finalmente, questa mattina, il lieto evento!


Stapelia Variegata


Non è bello?
La Stapelia Variegata (o Orbea Variegata) è una pianta succulenta prostrata, della famiglia delle Asclepiadacee, originaria del Sudafrica, che ramifica facilmente. Presenta steli quadrangolari dall'epidermide verde chiaro che, esposta al sole, assume una colorazione rossastra. Bellissimi fiori a 5 lobi triangolari con anello centrale, gialli con piccole macchie bruno-rossastre. I fiori presentano una caratteristica particolare: emanano un forte puzza di carne putrefatta, che attira gli insetti necrofili, che vanno a deporre le loro uova nelle loro corolle favorendo così la fecondazione dei fiori.

Non sempre la bellezza è profumata!
 




(foto di Alfio Cioffi)



La serra in primavera

20-04-2009


E' venuto il momento che attendevo. La resa dei conti della mia nuova serra.

L'inverno è passato, le temperature sono ormai ideali per la ripresa vegetativa delle mie piante grasse. Alcune sono già addirittura fiorite.



La serra smontata


La serra non serve più, L'ho smontata e l'ho trasferita in garage, in attesa di fare quegli interventi che l'esperienza di questo primo inverno mi ha suggerito.

Si tratta solo di migliorare l'impemeabilizzazione, con guarnizioni di gomma, quelle che vengono usate per evitare gli spifferi dalle finestre. E poi voglio modificare il sistema di apertura delle prese d'aria, utilizzando quei dispositivi termici che, all'aumentare della temperatura, aprono automaticamente gli sportelli. In Italia li ho trovati solo in un sito Internet, mentre in Germania sono di uso comune, e costano molto meno. Me li ha fatti scoprire un mio amico di Zurigo, che li ha utilizzati per la sua serra.

Devo provvedere poi a sigillare le lastre di policarbonato, lungo il bordo superiore, dove si aprono le celle, con il prescritto nastro adesivo di alluminio (lo scotch che avevo usato non va bene, si stacca, e non sigilla). Nel bordo inferiore, invece, ci vorrebbe un nastro microperforato, che permetta l'areazione delle celle e impedisca che gli insetti entrino (cosa che mi è regolarmente successa). Pare però che questo nastro sia introvabile. Ho anche cercato su Internet, ma fin'ora non l'ho trovato. Se qualcuno potesse darmi delle indicazioni, lo ringrazio sin d'ora.

In tema di bilancio, devo anche dire che il sistema di riscaldamento che avevo adottato, un piccolo termoventilatore collegato ad un termostato, è risultato troppo dispendioso. La bolletta lo ha dimostrato, come temevo!! Ho ripiegato allora sul sistema che avevo pensato originariamente: una serpentina elettrica (di quelle che servono a riscaldare gli asciugamani nei bagni). Consuma poco, solo 95 Watt e, anche se non garantisce una temperatura costantemente superiore ai 5°, impedisce che questa scenda a livelli troppo bassi per molte ore. Le piante grasse sono in grado di sopportare temperature inferiori allo zero, a patto che queste non durino a lungo. E il fatto che nessuna delle mie piante sia morta o abbia sofferto lo dimostra. Anzi, è la prima volta che le trovo in primavera in perfetta salute!

Ma prima di questi lavori, devo provvedere alle operazioni di rinvaso. E mi pare che ce ne siano molte ad averne bisogno!!

Un'altra cosa. Ho visto che la mia Stapelia Variegata ha prodotto dei bacelli, lunghi circa 7-8 cm., differenti nella forma e nelle dimensioni dai boccioli dei fiori, che sono più larghi e bassi.

Sono incuriosito. Cosa saranno? Frutti? Strano però che non nascano dai fiori.

C'è qualcuno che sa darmi una spiegazione?

Ecco le foto:



Stapelia variegata



Stapelia variegata


Aggiornamento al 19-10-2009


Il mio amico di Zurigo mi ha regalato le molle termiche che aprono gli sportelli di areazione della serra. Le ho già montate e funzionano egregiamente. Quando il sole batte sulla serra queste aprono automaticamente le prese d'aria e, non appena la temperatura scende, provvedono a richiuderle. Sono utilissime, direi quasi indispensabili. Così non c'è più il rischio di dimenticarsi di areare la serra.

Grazie, Walter!!




P1060917



P1060922


La corrida

10-05-2009


Ho sempre detestato la corrida.

Questo orrendo spettacolo dove un uomo (?) vestito da cioccolatino tortura e infine uccide, se ci riesce, un toro ridotto al simulacro dell'animale forte e fiero che era. Infatti l'"eroe" ha il coraggio di affrontare il toro solo dopo che i "picadores" e i "banderilleros" hanno provveduto a quasi dissanguarlo, a semi-paralizzarlo, a soffocarlo con il suo sangue. E questo lo fanno inizialmente a cavallo, per paura di affrontare a viso aperto il toro nel pieno delle sue forze. E se il cavallo viene sbudellato, beh, rientra nello spettacolo artistico.

E' a questo punto che entra in scena l'"eroe", che affronta un animale allo stremo delle forze, disorientato, terrorizzato. E quando l'eroe si trova in difficoltà, malgrado tutto, ecco che entrano in scena i "peones", che hanno il compito di distrarre l'animale e sottrarre il "coraggioso" ad una punizione più severa.
Che schifo!! E tutto questo viene contrabbandato come arte!
Sono sincero: io tengo per il toro!
Tutto questo ho cercato di rappresentarlo in questo quadro, dipinto nel 1968, quando ancora speravo che un sussulto di civiltà potesse cancellare quest'orrore. Illusione.




Alle cinque della sera (Revenge)
               Alle cinque della sera   ovvero
                  I tori celesti     (Alfio Cioffi, 1968, olio e collage su tela, 40 x 60)





Ma continuiamo a lottare: l'82 % degli spagnoli pare sia contrario alla corrida.
Aiutiamo gli uomini ad esser uomini!
Link :






Sottoscrivete la petizione!