Yemen: profumo d'oriente - 6

09-01-2008


"Thula, con la sua fortezza arroccata sulla cima di un bastione roccioso, è bellissima con le sue case grattacielo, a metà tra architettura e scultura.



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Il tempo pare si sia fermato, tutto sembra lontano, sicchè risulta naturale fermarsi presso una moschea, mentre il muezzin chiama alla grande preghiera del venerdì, osservare la gente che entra per pregare, e aspettare anche che esca. Del resto la curiosità è reciproca: noi osserviamo loro, loro osservano noi.



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Tra poco le strade diverranno silenziose: nella stanza più bella della casa, il "mafraj" all'ultimo piano, gli yemeniti si dedicano al rito del qat, masticando le foglie più tenere dell'arbusto.



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       Shahara domina l'altopiano, dalla sua imprendibile posizione a 2600 metri. La pista per giungervi, tagliata nel fianco della montagna, ha dell'incredibile, per la ripidità e la tortuosità del suo tracciato, e gli automezzi che la percorrono, sgangherati come sono, non sembrano promettere un felice viaggio. Tuttavia in cima si arriva.


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E il mattino dopo la luce dell'alba illumina il famoso ponte, gettato arditamente su uno strapiombo di 300 metri, a collegare, da ormai quasi quattro secoli, Shahara al villaggio arroccato sul monte vicino."


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Avs236 - Shahara



Avs237 - L'antico ponte a Shahara


(foto di Alfio Cioffi)

Vedi la sesta parte dell'audiovisivo:
(n.b.: per vedere il video cliccare su Guarda su YouTube)




.............. continua ..........

Yemen: profumo d'oriente - 7

13-01-2008


Il ricordo dell'antico regno della regina di Saba ci accompagna:



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"..........la sabbia del deserto ha ingoiato anche il suo antico e verde impero......."


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"............la diga fu distrutta, e l'acqua travolse tutto..............."


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".........dall'alto di uno dei contrafforti dell'antica diga, il panorama è di un fascino desolante....."


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"..... Dell'antico regno restano pochi ruderi di due templi.........."


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"..............260 km. di asfalto che si inerpica, scende, risale sull'altopiano............"


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".......................Marib. Appare in lontananza, immobile, nel deserto.................."


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"............. le sue case color biscotto, arroccate su una piccola altura, sono immerse nel silenzio....."


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"................ Sembra luogo disabitato, ma poi scorgi.........................."


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"............. una vita di bambini, intenti a giochi silenziosi...................."


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".....................piccoli eredi diseredati di un regno grande e lontano."


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"......................al termine di una lunga pista tra la sabbia, si erge Barakesh..........."


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"....................le mura, ancora ben conservate...................."


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".....................difendono il nulla, o quasi."


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"....................camionette di militari ci girano intorno velocissime.............."


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"............a Sada'a, la città più a nord...................."


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"..........al tramonto le porte delle mura vengono chiuse. Nessuno entra, e nessuno esce più."

(foto di Alfio Cioffi)

Vedi la settima parte dell'audiovisivo:
(n.b.: per vedere il video cliccare su Guarda su YouTube)




...........continua............

Yemen: profumo d'oriente - 8

16-01-2008



 Il viaggio è ormai concluso. Non restano che struggenti ricordi e una grande nostalgia....



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Alfio e Mara



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Hussein


 
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Colori e profumi d'oriente


 
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...in una fredda e brumosa mattina di gennaio.... siamo tornati da un sogno a colori. 


(foto di Alfio Cioffi)

Vedi l'ultima parte dell'audiovisivo:
(n.b.: per vedere il video cliccare su Guarda su YouTube)



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"Yemen - Profumo d'oriente" lo trovate pubblicato su Blurb.

Per vedere l'anteprima cliccate qui sotto:



La Galeazza

25-11-2007


C'era tanta luce quel mattino sul mare
L'ho fissata nella memoria
Ne ho intriso la tela

                               
                                                                  
Mareggiata alla Galeazza

 Mareggiata alla Galeazza 
(olio su tela,  35   x  40,  di Alfio Cioffi)





Vento a La Franqui

12-09-2007


Quest'anno a La Franqui c'era un vento favoloso: i primi due giorni quattro/cinque beaufort.

Bisognava stare all'occhio: già un'ala da tre metri ti sollevava da terra. C'era veramente il rischio di volare, nel senso letterale del termine. Dopo il primo tentativo, coronato da un capottamento, tornato a più miti pretese, ho sfoderato il mio vecchio delta, tanto per riprendere un po' di confidenza con un vento tanto..... generoso. Talmente generoso che mi ha permesso poi di usare la mia piccola, nervosissima ala da un metro e mezzo, senza punirmi.

Ma i giorni successivi il discorso è cambiato: i beaufort sono scesi a due/tre e allora si andava a nozze con tre/quattro metri. Io ho voluto osare il Fury da sei metri ma dopo le prime due boline ho subito ridimensionato le mie pretese: non mi divertivo niente!!

Ho dato spazio allora al mio glorioso, vecchio Quadrifoil, che non tradisce mai: ed è stato divertimento puro!

(n.b.: per vedere il video cliccare su Guarda su YouTube)









(filmato di Mara Poggi)





Omaggio a Luna Rossa

08-06-2007

Fermatevi un momento.
Dedicate 5 minuti a questo quadro e a questa musica. 
Fatelo, se volete, per ritrovare in voi stessi emozioni antiche, sensazioni epiche. Troverete l'essenza dello sport, la lotta dell'uomo per superare la forza della natura, in una eterna competizione con se stesso e con gli altri uomini.
Sentimenti nobili, che sconfineranno nella delusione bruciante, nell'amarezza della sconfitta, nel pianto nascosto, sottolineato da una musica che da epica diventa struggente.
Ma subito riprende il desiderio di riscatto, l'orgoglio dell'uomo battuto ma non vinto, la volontà di lottare ancora e di risorgere per la vittoria!

Arrivederci e grazie, Luna Rossa. 


Luna Rossa
Luna Rossa 
(Alfio Cioffi, acrilico su tela, 40 x 50)



Il Sahara libico - 1

19-10-2006


"Nel Sahara ciò che più colpisce il viaggiatore è lo spazio, la sua sensazione, la sua rappresentazione: quel susseguirsi di plaghe sabbiose, di isolotti rocciosi, di insenature appartate, di promontori, di creste, di dune, di orizzonti piatti e vuoti che non si raggiungono mai, di oggetti che appaiono senza esistere e di oggetti che esistono senza apparire. Si è colpiti da queste forme, da queste presenze arcane che si susseguono e che paiono preludere a qualche cosa di nuovo e di diverso, ma che in realtà non fanno che ripetersi, sempre nuovi e sempre diversi. Un ripetersi che dà il senso dello spazio, il senso del mistero, il senso della vastità del Sahara."


Ma andiamo per ordine. Siamo in Libia, in occasione dell'ultimo nostro incontro (con il Sahara, intendo). Tanta è la nostalgia dei precedenti viaggi nel deserto che quasi vorremmo sorvolare sulle bellezze che, invece, ci sentiamo in dovere di visitare: i due siti romani di Leptis Magna e Sabratha, nei dintorni di Tripoli. Non ce ne pentiamo. E subito la nostra fretta resta placata, non cesseremmo più di aggirarci tra le meraviglie che vediamo in questi luoghi. Sono uguagliate, nella nostra memoria, soltanto dai siti di Palmira in Siria e di Gerasa in Giordania.



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Leptis Magna: Foro dei Severi




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Leptis Magna: Il proscenio del Teatro



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Leptis Magna: Il Mercato



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Sabratha: Veduta del Tempio di Iside



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Sabratha: Bassorilievo sul proscenio del Teatro



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Sabratha: Statua alle Terme






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 Sabratha: Il Teatro


Ci siamo riempiti gli occhi con la vista di tante opere meravigliose, ma già sappiamo che nulla può eguagliare le opere della natura che vedremo in quello straordinario laboratorio che è il Sahara.
Abbiate pazienza, ci arriveremo presto.
Siamo pronti a partire:



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Leptis Magna: La Palestra



(foto di Alfio Cioffi)



Il Sahara libico - 2

28-10-2006

 Si parte. Caricati i materassi necessari per le notti che avremmo trascorso in tenda, e caricati noi dall'aspettativa per il deserto, che ci travolge tutti, si parte con il pulmino che ci avrebbe portati, per un migliaio di chilometri, fino al profondo sud, alle porte del Sahara.



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Durante le soste, si hanno i primi contatti con un'umanità diversa, priva di orpelli e fronzoli, essenziale. Ci si innamora subito di quella gente.



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Siamo arrivati. Ma ci fanno raggiungere il luogo previsto per l'accampamento, che noi stessi allestiremo, a piedi, attraverso le dune, per farci avere un primo contatto, inaspettato, col deserto. Pensiero squisito, devo dire!

"Il giorno finiva. Il sole toccava l'orlo delle dune. La respirazione delle sabbie era lenta e morbida; il cielo, l'aria, gli uomini si riposavano. Le ombre non calavano dal cielo, ma parevano uscire dalla sabbia che si spegneva."




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E al mattino, dopo una notte che ricorderemo come la più fredda trascorsa in tutto il viaggio, intirizziti, dopo le essenziali abluzioni (bisogna consumare poca acqua, è la prima regola da rispettare nel deserto), al di là delle tamerici che avevano protetto il nostro sonno, ci tuffiamo letteralmente in uno scenario fantastico.


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                                        Il Fezzan

Dunes near Sabhah




Dunes near Sabhah


Da restare senza fiato.
E c'è il sole che ci scalda!



(foto di Alfio Cioffi e Mara Poggi)