Viaggio in Tunisia - Da Ksar Ghilane a Douz


13-07-1982, martedì

Colazione e partenza verso le 8 per Douz: la sabbia cambia, da rossiccia é quasi bianca. A metà, sosta ad un pozzo, Bir Soltane, con dromedari e asinelli. 



Bir Soltane




Abbeverata a Bir Soltane


Sempre nell'erg, con alture all'orizzonte, arriviamo alle 11 a Douz: bellissimo l'albergo, bagno in piscina rotonda (con craniata) e pranzo (insalata, maccheroni, anguria). Poi acquisti per Doro: costume sahariano e sandali. Siesta. 


In albergo a Douz



          


Al pomeriggio giro sui dromedari, sulle dune: molto bello e piacevole il movimento. Salita e discesa invece un po' difficili. 



                          



                            



         



  

Tramonto, sulle dune di sabbia chiara. 


Sulle dune di Douz


Ritorno, ancora bagno in piscina. Visita alla casa del beduino (thè fortissimo). Al rientro lotta con gli scarafaggi con il petrolio.


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Viaggio in Tunisia - Da Douz a Tozeur


14-07-1982, mercoledì

Colazione e partenza per Tozeur, via Kebili, con visita al mercato locale. Attraversato il Chott el Djerid , con miraggio, acqua salata e ai bordi nevicata di sale. 




Chott el Djerid



Chott el Djerid



Chott el Djerid



Pranzo a Tozeur, dopo nuotata in piscina, brutta, grande e con alghe sul fondo. Siesta. Al pomeriggio visita dell'oasi di Nefta. Comperato un tappeto. Palmeto attraversato da un fiumiciattolo di acqua sorgiva, che risaliamo a piedi. Ogni tanto c'è gente che fa il bagno seduta in 10 cm. d'acqua. Parecchi piccoli affluenti, dalle numerose sorgenti dell'oasi. Riemergiamo, salendo un po', dove ci spetta la Land Rover con Alì. 



Nel palmeto a Nefta



Nefta


Il gruppo intorno a Camel


Un marabutto a Nefta


Ritorno in albergo a Tozeur. Cena (nel locale c'è un tentativo di aria condizionata). Sulla via del ritorno visita al minizoo e al Paradiso di Tozeur, un po' fuori della città, in cui facciamo una passeggiata digestiva; tanta la gente a spasso, strade sporche, bar con toeletta schifosa, dove Rosaria sta male. Acquistato giacca e tappetini. 




Sulla strada per Tozeur



Al mini zoo di Tozeur



Gazzella sahariana


Un bel serpente



Il fennek, piccola volpe del deserto




L'immancabile scorpione


Ritorno in albergo e caccia grossa agli scarafaggi (mai visti grossi così!). Si decide di dormire fuori, sul bordo della piscina, tutti e 5. Anne Marie sul catafalco, noi sulle sedie a sdraio. Dormiamo abbastanza, dopo risate matte. 
                                                                                                                                             < tappa precedente                                                                             tappa seguente > 



Viaggio in Tunisia - Da Tozeur a Tamerza


15-07-1982, giovedì

Risveglio alla piscina, bagno, colazione, bagagli, partenza alle 10 abbondanti. Ancora a Tozeur cambiamo i soldi e poi ci spostiamo verso le oasi di montagna. La prima è Chebika: tantissimi bambini ci vogliono guidare all'oasi, alla sorgente. Ad un certo punto della strada troviamo una bella cascata non troppo fredda e ci facciamo la doccia vestiti. Che meraviglia! Poi, con Mohamed e Clara saliamo sull'altura per completare il giro: i vestiti sono subito asciutti. Ci saranno 50 gradi. Poi assalto dei bambini per avere delle cose: terribile, sotto ogni aspetto. Ennesima bevuta nel piccolo bar. 


Sulla pista per Chebika



Con i bambini di Chebika 



La cascata di Chebika



Una meraviglia di cascata!



Tanti cari bambini, a Chebika



Sulle montagne di Chebika



L'oasi di Chebika vista dai monti



Il palmeto e il vecchio villaggio di Chebika



Ristoro a Chebika


Partenza per Tamerza, altra oasi con piscina secca, che si sta riempendo adesso. L'albergo è un villaggio di capanne di foglie di palma. Caldo tremendo. Pranzo non buono, bevande calde. Subito dopo visita alle cascate dell'oasi e altre docce a ripetizione. Con i soliti bambini appiccicosi andiamo fino alla gola, bella anche se senza acqua. 



Le cascate di Tamerza 




La frescura della cascata sembra un miracolo





Le gole di Tamerza



Le gole di Tamerza



Le gole di Tamerza



Le gole di Tamerza



La fine delle gole


Poi partenza per Tamerza vecchia e altra oasi, Midés, in montagna, con grande canyon aspro, al confine con l'Algeria. 


Tamerza vecchia



Le gole di Midés


Le gole di Midés


Il palmeto di Midés

Ritorno all'oasi, al Palais des Cascades: attesa per la cena, schifosa, minestra scotta e spaghetti con carne: per fortuna c'è l'anguria perchè non c'è acqua da bere. Si mette a soffiare un forte ghibli, caldo quanto mai. Non si respira. A mezzanotte ci saranno 40-45 gradi. Andremo di nuovo sotto la cascata, per rinfrescarci un po'. 




Si tenta di dormire



                   


Non resta che tornare sotto la cascata


Ma dura poco, il vento è secco, ci si asciuga immediatamente. Non c'è nulla da bere. Hanno finito tutto. Camel però ci trova un po' d'anguria.


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Viaggio in Tunisia - Da Tamerza a Djerba


16-07-1982, venerdì

Risveglio con punture di zanzare. Colazione in baracca. Non c'è da bere, tranne bibite calde appena arrivate. Preferiamo andare sotto le palme.
Lunga e inespressiva tappa di trasferimento a Gafsa, dove ci scoliamo 5 litri di acqua fredda in un albergo. Nel pomeriggio Matmata (flusso e riflusso dei berberi dai nascondigli ). Raggiunta poi l'oasi marittima di Gabes. Bevuto vino di palma. 

Arrivo a Djerba e riposo di una settimana al mare.
Il diario finisce qui.



Matmata



Abitazione troglodita a Matmata



Interno di un'abitazione



        



       



                     




Arrivati a Djerba



Passeggiata a cavallo



           



                   



Riposo dopo la passeggiata


In albergo a Djerba



Nel patio della nostra camera

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Valtournenche - La pista di rientro

11-03-2015

Un brindisi all'inizio, uno spuntino (con micio) alla fine, e in mezzo la discesa della pista di rientro in Valtournenche, con neve primaverile. Per me, la discesa più divertente della giornata.
(n.b.: per vedere il video cliccare su Guarda su YouTube)



Snowstorm on bald eagles

07-03-2015

Grazie alla webcam posizionata dalla Pennsylvania Game Commission su un nido di aquile calve a Hanover (Pennsylvania), ho potuto documentare l'eccezionale nevicata che ha ricoperto il nido e la mamma aquila, impegnata nella cova. A fine giornata la nevicata è cessata, e tutto si è risolto bene.
Vedi: 

http://www.portal.state.pa.us/portal/server.pt?open=514&objID=1592549&mode=2 
 
 (n.b.: per vedere il video cliccare su Guarda su YouTube)




Nick & Noel

27-02-2015

In questo mio video potete vedere come sono simpatici Nick e Noel, i due pulli di Romeo e Juliet, la coppia di aquile marine testabianca che occupano un nido in Florida. La famiglia è costantemente monitorata, giorno e notte, da tre webcam, a cura della American Eagle Foundation. Per chi ama la natura, è uno spettacolo da non perdere.
Vedi:
http://www.eagles.org/Cams/FloridaNest.html

(n.b.: per vedere il video cliccare su Guarda su YouTube)




Natura crudele: il cainismo

15-12-2014

Ho fatto questo filmato, la cui visione non è certo piacevole, per documentare i fenomeni del cainismo e dell'adelfofagia, per cui i primogeniti di alcuni rapaci, tra cui appunto l'aquila pomarina, praticano l'uccisione, e a volte il cannibalismo, sui pulcini più deboli, per garantire la sopravvivenza del più forte, meglio nutrito dai genitori. Le leggi della natura a volte sono crudeli, e vanno contro la nostra sensibilità. 
(n.b.: per vedere il video cliccare su Guarda su YouTube)