Vergogna al palio di Asti

27-09-2015

L'ho sempre detto: disprezzo profondamente i politici, gli addetti al palio e tutti coloro che con le loro idee sostengono questa barbarie e ne permettono il perpetuarsi.
E l'ennesima giustificazione di questo mio disprezzo è quanto è avvenuto in questi giorni, in seguito all'infortunio del cavallo di San Secondo. Per giorni la sua uccisione, avvenuta la sera stessa dell'evento, è stata nascosta. Oltre tutto stupidamente, poichè non si poteva pensare che la verità prima o poi non trapelasse. Non solo, ma sono state divulgate notizie false. Come si legge in un articolo de La Stampa, il rettore di San Secondo, Maurizio Bertolino, e il presidente della commissione veterinaria del palio, Fulvio Brusa, hanno sostenuto delle falsità. Due bugiardi! 

L'ex capitano del palio, Paolo Raviola, costretto dall'evidenza dei fatti, ora cerca di giustificare il suo silenzio. Omertoso e opportunista!! 
Il sindaco di Asti, Fabrizio Brignolo e l'assessore al palio, Massimo Cotto, che ovviamente non potevano non sapere, non si sono resi conto che il loro silenzio costituiva un'offesa ai cittadini astigiani. Due politici!
Persino i paliofili si dovrebbero sentire offesi da questa vergognosa manfrina. Molti di loro, confidando nell'onestà dei loro beniamini, hanno fatto la figura degli imbecilli!
Ce n'è per tutti!

Ed ora, che la notizia è di dominio pubblico, questi signori, invece di chiedere scusa, accampano scuse puerili, peggiorando ancora, se fosse possibile, la figuraccia.
Massimo Cotto dice - arrampicandosi sugli specchi - che la notizia non è stata divulgata per rispetto della privacy dei proprietari del cavallo!! Ma non spiega perchè si è sostento il falso! 
Il sindaco sorvola sul silenzio e sulle menzogne, e come un disco rotto, ripete le solite baggianate, "anche negli ippodromi i cavalli muoiono", "Asti adotta gli accorgimenti più efficaci in materia di sicurezza"!!  


Sono triste. Non per quanto sopra, da certe persone certi comportamenti non mi sorprendono.
Sono triste per il cavallo, per l'ennesima vittima di quella manifestazione incivile che è il palio.



Da La Repubblica del 26 settembre 2015:

Muore un cavallo al palio di Asti, la notizia resta segreta
Il purosangue del rione San Secondo azzoppato in gara, abbattuto poche ore dopo. Gli animalisti attaccano, il decesso smentito per giorni. Il sindaco Brignolo: "Siamo addolorati ma non è colpa del palio"
di VERA SCHIAVAZZI


26 settembre 2015


Muore un cavallo al palio di Asti, la notizia resta segreta
Ecco il cavallo ferito e poi abbattuto
 
Un cavallo si infortuna al Palio d'Asti, i veterinari decidono che non è possibile operarlo e già alle dieci di sera di domenica 20 settembre, d'accordo con i proprietari, lo anestetizzano e lo sopprimono. Fin qui, la storia potrebbe essere solo una delle tante, tristi storie che ormai da anni spingono gli animalisti a chiedere di vietare le gare come quella di Siena e, appunto, di Asti. Invece, la morte di Doctor Cini, il cavallo del rione San Secondo che aveva come fantino Dino Pes e che l'aveva "scosso" sbattendo contro le pareti imbottite, è stata tenuta segreta dall'intera città. Con qualche dichiarazione fasulla, come quella del rettore di San Secondo Maurizio Bertolino, che martedì ha dichiarato "per il momento la situazione del cavallo si presenta stabile, non ci resta che aspettare e sperare", mentre il presidente della commissione veterinaria del Palio, Fulvio Brusa, confermava l'avvenuto intervento.
Inutilmente Nadia Zurlo, la responsabile dei cavalli all'interno della Lav, continuava a postare su facebook comunicati e a telefonare a tutte le istituzioni coinvolte. Doctor Cini, che al Palio era però chiamato Davide Umberto è il quattordicesimo cavallo che muore al Palio d'Asti, dopo che nel 2013 un animale si era rotto la spina dorsale. "E' una cosa delicata - commenta un ex Capitano del Palio, Paolo Raviola - che forse si voleva attendere a rendere pubblica. La nostra pista è sicura, i cavalli galoppano in modo certo meno innaturale che nelle corse a ostacoli. Purtroppo questi incidenti possono succedere, ma gli astigiani amano i cavalli e non vogliamo ritrovarci a chiudere la manifestazione per via delle proteste degli animalisti".
"La morte del purosangue al Palio di Asti addolora profondamente la Città e tutti gli appassionati di cavalli". Così il sindaco di Asti, Fabrizio Brignolo commenta la notizia della morte dell'animale che, domenica scorsa, si era infortunato alla manifestazione astigiana. "Il fatto - prosegue Brignolo - non pare riconducibile alla tipologia della corsa, ma appare essere un infortunio analogo a quelli che si verificano purtroppo spesso in allenamento o nelle corse in ippodromo". Brignolo ha spiegato, inoltre, che "quello di Asti è il Palio che adotta gli accorgimenti più efficaci in materia di sicurezza".

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