Il Parrot AR.Drone 2.0

03-11-2014

Dopo la mia esperienza fallimentare con gli elicotteri (sono difficilissimi da pilotare), sono passato al drone, che mi pareva più abbordabile da un principiante come me. Infatti, zeppo com'è di tecnologia e di supporti alla guida, permette di divertirsi senza eccessivi rischi, fatta salva comunque la necessità di una grande prudenza. Alla larga quindi da persone, animali, cose che possono essere danneggiate e alberi. Non so perchè, ma gli alberi sembrano inspiegabilmente attirare il drone che, appena ne individuano uno, lo puntano inesorabilmente. Bisogna intervenire tempestivamente, smanettando sui comandi del tablet, che in qui momenti paiono labili e sfuggenti!  C'è il rischio concreto di perdere il drone che rimarrà, scheletrico, tra l'abbraccio dei rami, ovviamente ad altezze irraggiungibili. Ho già pensato ad un eventuale intervento di emergenza:  con una canna da lancio per la pesca ed una fortuna sfacciata, si può tentare di agganciare il drone o i rami circostanti, in modo da farlo precipitare a terra. Mah, chissà, mi auguro comunque di non doverci provare.
Le mie iniziali esperienze mi hanno già fatto capire però che questo è un hobby che rischia di diventare dispendioso: la limitata portata del wi fi indurrebbe a dotarsi di un amplificatore di segnale. E non basta: se si vogliono fare riprese più precise la webcam deve essere dotata di uno stabilizzatore (il cosiddetto gimbal) che mantenga immutato l'angolo di ripresa su due o tre assi, indipendentemente dalla inclinazione del drone. Tutte cose che costano! 
Ed infine, avendo tutto questo, è molto difficile, da solo, controllare sia il volo che la ripresa. Bisognerebbe avere comandi sdoppiati, in modo che in due, uno possa fare il pilota e l'altro il camerman!
Detto questo, continuerò a divertirmi con il mio giocattolo, così com'é.
E come sarà, spero!!







2 commenti: