I miei quadri - Anni '83 e '88


28-04-2012


Durante una vacanza in Spagna, nell'83, siamo approdati col nostro camper al campeggio Almanzora, nuovo, appena costruito, a Vera Playa. Il mare era bellissimo, il luogo ancora poco frequentato: si stava divinamente bene. Ma la cosa che più mi colpiva erano le strutture del campeggio. Costruzioni moderne, dalle linee semplici ed essenziali, di un candore abbagliante, accentuato ancora dal sole del sud della Spagna. Erano talmente belle che mi venne voglia di dipingerle. Purtroppo non avevo con me il necessario, e nel paesino più vicino non trovai niente di meglio di una scatola di acquerelli per bambini e qualche pennello spelacchiato. Anche la carta non era di qualità, infatti negli anni si è ingiallita e così i quadri hanno perso quella che, per me, era la qualità principale. La luce.


Ho comunque conservato alcuni di questi acquerelli, che mi ricordano il sole, la luce, ed il mare dell'Andalusia, anche se il mare non si vede!


Almanzora 1
Almanzora 1
(1983, acquerello su carta, 12 x 20)




Almanzora 2
Almanzora 2
(1983, acquerello su carta, 12 x 20)




Almanzora 3
Almanzora 3
(1983, acquerello su carta, 12 x 20)




Almanzora 4

Almanzora 4
(1983, acquerello su carta, 12 x 20)


In quegli anni mi interessava molto la costruzione di vetrate: purtroppo però, documentandomi sulla tecnica relativa, ho visto che avrei dovuto avere a disposizione prima di tutto uno spazio che non avevo, poi avrei dovuto imparare a saldare il ferro, cosa che non avevo mai fatto, e poi avrei dovuto acquistare un'attrezzatura abbastanza costosa. Tutti questi fattori mi convinsero a desistere, ma l'interesse rimase, per cui ripiegai sulla pittura su vetro. Feci i due quadri seguenti, che però non mi dissero gran che. Così abbandonai la strada appena intrapresa, anche perchè nel frattempo avevo ripreso un'antica passione. Il modellismo. 
Anni prima avevo costruito alcuni modelli di alianti, ma ora la mia curiosità si rivolgeva al modellismo navale statico. Gli anni 90 li dedicai alla costruzione di alcuni velieri. Li vedremo nei prossimi post.


Tuareg
                  Tuareg
                  (1988, glass color e lead liner su vetro, 30 x 24)




Vetrata
 Vetrata
 (1988, glass color e lead liner su vetro, 26 x 30)

continua: Anni '90

7 commenti:

  1. A me piacciono molto questi dipinti su vetro....tuareg per esempio statico e dinamico al tempo stesso, sembra il negativo di una foto. bello!

    RispondiElimina
  2. Tiziana, mi sorprendi! Sembra che tu abbia visto il quadro dal vero: la luce che colpisce il quadro dà proprio l'effetto statico e dinamico che hai percepito tu. Complimenti!
    Ma io avevo in mente le vetrate, e ammetterai che c'è una certa differenza tra una vetrata e il mio tuareg!

    RispondiElimina
  3. Secondo me la differenza è solo nel soggetto scelto; è più adatto il secondo paesaggio per rendere l'idea della vetrata ma tuareg è ugualmente interessante....poi è il semplice parere di una che è digiuna d'arte.

    RispondiElimina
  4. Ciao Tiziana, ho finito adesso di vedere il programma "Quello che non ho", e , riferendomi al nostro colloquio, penso che "non ho (trovato) le parole giuste".
    Ti ho fatto dei complimenti, non ironici, come forse hai inteso tu. Ho ammirato infatti realmente la tua percezione (statica e dinamica) e condivido la tua preferenza. Tra i due anche io preferisco il tuareg. E quando parlavo di vetrate non mi riferivo certo al quadro "Vetrata", ma alle vetrate che avevo in mente, quelle mirabili che ornano finestre di chiese e castelli! Tutt'altra cosa!
    "Quello che ho", invece, è la tua attenzione. E questo mi fa piacere, e ti ringrazio.
    Alfio

    RispondiElimina
  5. Scusa, sicuramente sono io che scelgo male le parole. Non ho letto dell'ironia nel tuo commento ma ne ho fatta nel mio poiché sono davvero "digiuna d'arte". tutto quel che faccio o riproduco è puramente a livello amatoriale, senza arte né parte. Mi faccio guidare dall'istinto e dalla curiosità.

    RispondiElimina
  6. Ora è tutto chiaro! Rido pensando a un nostro modo di dire dialettale: "Capì ciò per broca", che tradotto significa "Capire chiodo per chiodo". Il gioco di parole sta nel fatto che in piemontese chiodo si dice indifferentemente "ciò" o "broca". Ed è quello che è successo a noi! :))
    Siamo pari, anche per il fatto che in fatto di arte anch'io non sono un esperto. Ma va bene così!

    RispondiElimina
  7. Ah ah noi invece diciamo "capire fischio per fiasco" ma non chiedermi perché che non ne ho idea!!

    RispondiElimina